domenica 22 dicembre 2013

Regali di Natale hand made: Inchiostro di Mallo di Noce

Siamo agli sgoccioli per i regali di Natale!
Per fortuna, nonostante la disorganizzazione e gli imprevisti (ma perchè tutti i casini devono accumularsi e scoppiare la settimana prima di Natale??), ci sono riuscita! Tranne pochi piccoli aggiustamenti, i regali sono tutti pronti!
Voglio mostrarvi un pensiero preparato per una cara amica che apprezza i prodotti naturali e che è sempre alla ricerca di soluzioni ecologiche per ogni esigenza. In pratica da questo punto di vista siamo anime gemelle!
Ecco allora che ho pensato ad un simpatico inchiostro fatto in casa con il mallo delle noci.

inchiostro di mallo di noce
E' piuttosto semplice da fare, e confezionato in una bottiglietta graziosa accompagnata da un'etichetta scritta a mano con lo stesso inchiostro, fa il suo effetto!

E voi avete già finito la corsa ai regali di Natale?

sabato 14 dicembre 2013

Regali di Natale hand made: tutorial del porta e carica cellulare

Natale è alle porte!
Avete già pensato ad un regalo per il moroso o consorte? Perché non provare a realizzare un porta e carica smartphone? Ebbene si, finalmente mi sono decisa a pubblicare il tutorial che avevo promesso quando vi ho mostrato la versione per me!
E' un progetto semplice semplice e di grande effetto, adatto anche a chi è alle prime armi.
(Qui trovate anche la versione con l'apertura sul lato lungo)

porta e carica cellulare
Ho voluto farne uno al più presto per il telefono nuovo di Enrico, perché so che fine ha fatto l'ultimo! ;)
Tra bosco, segatura e limatura di ferro c'è poco da ridere...
Quindi anche in questo caso ho usato un ritaglio di jeans perchè fosse robusto, anche se per la tasca ho scelto una stoffa più leggera (l'ho raddoppiata però con un pezzo di fodera da materasso avanzata da un altro lavoro, in modo da rinforzarla un po').

Allora, siete pronti per cucire? Via!

tutorial porta e carica cellulare


1. Occorrente:
  • ritagli di stoffa di due colori (A per il corpo e B per la tasca)
  • un bottone
  • 14 cm di elastico
  • sagoma di carta del telefono (maggiorata di 5mm da ogni lato)
2. Con il sapone (o il gesso da sarta) riportare sul retro della stoffa A la sagoma del telefono, poi aumentarla della lunghezza desiderata per il risvolto sul davanti. Tagliare tenendo un margine di 1 cm. Ne servono due pezzi identici.
Riportare la sagoma sulla stoffa B, tenendo conto che il margine superiore non dovrà avere gli angoli arrotondati ma dritti. Anche in questo caso servono due pezzi (io li ho realizzati con due tessuti diversi, ma vanno bene anche dello stesso tessuto). La tasca si può realizzare dell'esatta misura del telefono oppure, come nel mio caso, un po' più corta.

3. Sovrapporre i due pezzi della tasca tenendo dritto contro dritto e cucire lungo il margine superiore (quello con gli angoli non arrotondati).

4. Ribaltare e realizzare una seconda cucitura qualche millimetro al di sotto della prima.

5. Posizionare l'elastico sul dritto di uno dei due pezzi di tessuto A e fermarlo con due brevi cuciture.

6. Ora dobbiamo assemblare tutti i pezzi per la cucitura finale. Si deve formare un sandwich composto così:
  • tessuto A con l'elastico (dritto)
  • tasca (dritto)
  • tessuto A senza elastico (rovescio)
7. Cucire lungo il segno, lasciando un'apertura in corrispondenza del fianco della parte superiore (quella che verrà piegata quando chiuderemo il portacellulare)

8. Ribaltare il lavoro attraverso l'apertura che abbiamo lasciato. Il portacellulare è praticamente finito!

9. Cucire l'apertura con un punto invisibile (sul web ci sono milioni di tutorial, qui ne trovate uno in inglese ma con ottime e chiare immagini), ed infine attaccare il bottone.

porta e carica smartphone

Finito!!

Ed eccolo in opera, durante la carica. Buon lavoro!
Piccola nota: quello a sinistra è un cesto celtico che ho realizzato durante l'inverno di tre anni fa.

porta e carica smartphone

venerdì 13 dicembre 2013

Pane con pasta madre e Confessioni di una Malandrina

Da qualche settimana ho iniziato a fare il mio pane in casa con la pasta madre.
Ma non scrivo questo post per raccontarvi quanto sia bello e sostenibile fare il pane, o perchè sia da preferire la pasta madre agli altri lieviti, o quanto sia importante come primo passo verso l'autoproduzione. Sono tutte cose vere in cui credo profondamente, ma per me il pane,oggi, ha un altro significato.

pane con pasta madrePochi tra quelli che mi conoscono lo sanno, ma il “panettiere di famiglia” è sempre stato Enrico. A casa nostra (intendendo con il termine “casa” qualunque luogo in cui abbiamo messo un po' di radici negli ultimi tempi) il pane con la pasta madre si fa ormai da anni, e negli anni la nostra pasta madre è cresciuta e migliorata.
Ma io ho sempre avuto un blocco. A chiunque me lo chiedesse rispondevo che a me il pane non riusciva, e come scusa portavo il fatto di avere le mani sempre fredde.
Il pane per me era semplicemente oltre le mie possibilità. Non chiedetemi il perchè.
So di essere una persona con una discreta manualità, e raramente mi tiro indietro di fronte alle nuove sfide, ma questa cosa non aveva proprio niente a che fare con il povero pane, aveva a che fare con le mie insicurezze.

pane con pasta madre_sul tavoloIl fatto di essere finalmente riuscita a panificare (e con successo!) per me ha significato superare un limite che nessuno mi aveva imposto se non io stessa.
Non so se è mai capitato anche a voi, ma non c'è nulla di più difficile da abbattere di una convinzione autoimposta sulla nostra presunta incapacità di fare qualcosa o di essere una persona di un qualche tipo. Beh, la cosa affascinante è che in verità ha ragione Freddy Mercury quando dice “you can be anything you want to be”: le uniche persone al mondo che possono decidere chi siamo e cosa siamo in grado di fare, siamo noi stessi. E noi possiamo decidere di essere una persona nuova in qualunque momento lo desideriamo. Basta volerlo, basta trovare la giusta chiave per far scattare la serratura.


Ho affrontato un lungo periodo molto difficile. Ho visto i miei sogni infrangersi, le persone a me più care stare male senza poterle aiutare, la mia vita essere completamente e radicalmente ribaltata e ogni certezza venire meno.
Ma dalle grandi crisi si possono ricavare grandi benefici. Sono loro che ci spingono con la forza verso il punto di svolta, di fronte al quale non si può restare indifferenti. Ci forzano a guardare noi stessi da un altro punto di vista e ci obbligano a chiederci chi siamo, dove stiamo andando e dove vogliamo andare.
E io, guardando dentro l'abisso, ho deciso di cambiare.
Sono piccoli passi, tenui sfumature. Non tutti possono notare ciò che pian piano sta mutando, guardandolo da fuori. Ma dentro! La mia vita è completamente cambiata, e io so di essere una persona infinitamente migliore di quella che ero appena un anno fa.

Per questo voglio ringraziare dal profondo del cuore E, E e S, tre persone meravigliose che in questo periodo buio mi hanno aiutata, sostenuta e incoraggiata con consigli, pazienza e ottimismo!

pane con pasta madre_mattino
Fare il pane, adesso, è una gioia. Guardo la pasta madre che si riempie di bollicine nel frigo, mi entusiasmo quando la raccolgo con il cucchiaio e sento la sua consistenza spugnosa.
Aggiungo la farina e rimango affascinata dal pensiero che quel pochino di pasta madre sul fondo è un essere vivo, che presto si moltiplicherà e che riempirà di vita tutto l'impasto facendolo gonfiare e preparandolo per essere infornato. Assaporo il profumo che si sprigiona per la casa mentre il pane cuoce in forno e penso, orgogliosa, che l'ho fatto io.
Non mi chiedo più cosa devo fare, quanta farina devo mettere, quanto tempo devo aspettare, quanta acqua, quanto sale... tutte cose che prima mi angosciavano. Ora lo sento mio, ho capito che posso maneggiarlo come voglio e che non importa pesare gli ingredienti con precisione, ma che le mie mani sono capaci di capire qual è la giusta consistenza. Osservazione e istinto.
Il risultato è fantastico, e non mi riferisco solo al pane! E' la bella metafora di ciò che mi accade dentro.

Ho voluto condividere questo pensiero con tutti voi perciò mi farebbe molto piacere leggere un vostro commento. Vorrei sapere cosa ne pensate, se anche a voi è mai successo, vorrei sapere qual è il vostro modo di affrontare i vostri blocchi, grandi e piccoli!



lunedì 2 dicembre 2013

Riciclare le retine della frutta: spugna per i piatti

Dopo aver parlato di rifiuti, non potevo trattenermi dal mantenere la mia promessa e inaugurare una nuova sezione per questo blog, dove raccogliere i miei progetti di riciclo creativo e non. Ecco il primo!

Qualche giorno fa, tornata dal supermercato sono stata presa dal solito nervoso nel guardare quanta plastica avvolgeva i miei acquisti. Mentre rimuginavo però mi è tornato in mente di aver letto da qualche parte sul web l'idea di riciclare le retine di plastica della frutta per farne delle spugne per i piatti.
Qui urge una specifica: io sono molto esigente in fatto di spugne per i piatti. Devono soddisfarmi fino in fondo perché non ho una lavastoviglie e di conseguenza io e loro ci frequentiamo più che quotidianamente. Se non c'è feeling è un disastro. Quindi l'dea della spugna mi attirava, ma allo stesso tempo ero scettica. Infatti ho dovuto fare un po' di prove, prima di trovare la "formula giusta"! ;)

Occorrente:
- aglio
- mandarini
- patate

Scherzo! Io ho usato le loro retine, ma non è il contenuto che conta! ;)

riciclare le retine_spugna piatti

Il procedimento è semplice: tagliare le retine, accartocciarle e infilarle nella retina dell'aglio.
Il trucco però c'è, ed è questo: la retina delle patate nel mio caso era di quelle in plastica dura. Da sola, dentro quella dell'aglio (fatta allo stesso modo) non era abbastanza "spugnosa", si teneva in mano malvolentieri, faceva poca schiuma ed era troppo rigida per l'uso. L'ho quindi avvolta completamente nella rete dei mandarini, una di quelle reti sempre in plastica, ma molto più morbide, quasi come se fossero dei tessuti. Poi l'ho infilata nella rete dell'aglio (ribaltata su se stessa in modo che il ferretto di chiusura rimanesse all'interno) e ho chiuso il tutto con uno di quei laccetti con l'anima metallica.
Il risultato è ottimale: si tiene bene in mano, fa tantissima schiuma con pochissimo sapone (e dura a lungo), pulisce meravigliosamente anche lo sporco difficile ma senza graffiare. Al momento è la mia spugna preferita. Provare per credere!

Rifiuti: il nostro modo di affrontare il problema

Viviamo in un mondo dominato dai rifiuti, molti dei quali difficilmente smaltibili.
Non ci pensiamo di solito, durante la giornata, sommersi dalle mille attività. Apriamo il nostro bidone e buttiamo quello che non ci serve. Poi, una volta pieni, portiamo fuori i nostri sacchetti e li conferiamo nei cassonetti e non ci pensiamo più. Più tardi qualcuno porterà via i nostri rifiuti.
Ma quanta spazzatura produciamo davvero?

Qualche sera fa Enrico e io abbiamo guardato “Trashed - Verso Rifiuti Zero”, un documentario prodotto e interpretato dall'attore Premio Oscar Jeremy Irons.


Per quanto perfettamente consci della gravità della situazione, devo ammettere che il film mi ha scioccata. Consiglio vivamente a tutti di vederlo (attenzione però, può turbare le persone sensibili), perchè solo guardando certe immagini ci si rende davvero conto di cosa sta succedendo intorno a noi. E forse può farci capire che cambiare direzione è sempre più urgente.

Quindi eccomi qui a dichiarare pubblicamente il mio impegno quotidiano verso l'obiettivo "rifiuti zero", ed ecco come Enrico e io stiamo affrontando la questione ormai da anni:

Fase1: Ridurre i rifiuti a monte

Quante cose compriamo al supermercato belle incelofanate per scartarle appena le tiriamo fuori dalla busta e buttare immediatamente via l'incarto? Dal mio punto di vista un involucro che prima di essere buttato dura solo il tragitto dal supermercato a casa è un involucro inutile.
Non è sempre possibile evitarlo, ma per molti prodotti ci sono soluzioni alla portata di tutti.
La migliore è, quando possibile, evitare il supermercato. Le alternative interessanti sono tante: mercati locali (e magari bio) dove i produttori sono felici di riprendere indietro i contenitori vuoti (dalle uova allo yogurt); gruppi di acquisto solidali utili non solo per risparmiare, per comprare bio e per avere un contatto con i produttori locali, ma anche per acquistare prodotti in grandi confezioni (es. sacchi di pasta da 5 kg) e quindi risparmiare imballi; negozi che vendono prodotti sfusi.
Per le verdure al supermercato ci si può ingegnare riutilizzando i sacchetti di plastica incollando l'etichetta nuova su quella vecchia. Richiede un po' di organizzazione, ma è solo questione di abitudine.
Superfluo dire che le buste per la spesa si possono portare da casa. Sono comode e resistenti, molto meglio di quei terribili sacchettini che fornisce il super, che vantano di essere biodegradabili ma che di ecologico in verità non hanno niente (di questo magari parlerò più avanti).
Per tutti gli altri negozi, librerie o farmacie comprese, alla cassa si può chiedere di non darci il solito sacchetto a meno che non sia proprio necessario. In fondo noi donne abbiamo sempre borse gigantesche con noi, che possono ospitare più acquisti di quanto non ci immaginiamo.
Anche scegliere il prodotto è importante: alcuni produttori incartano il cibo in confezioni stile matriosca o impacchettano oggetti piccolissimi in scatole di plastica enormi. Le edicole vendono alcuni libri "nudi" e altri incartati. Si tratta di osservare le cose da un nuovo punto di vista.
Molti negozi permettono di acquistare i detersivi alla spina, ma in verità molti prodotti per la pulizia della casa sono letteralmente inutili, considerando che quasi ogni superficie può essere pulita con semplici preparazioni casalinghe a base di detersivo per piatti o di altri ingredienti ecologici ed economici di facile reperibilità.
Autoprodurre i propri beni (detersivi, ma anche pane e biscotti o verdure se si possiede un giardino o un balcone) è il modo migliore in assoluto per evitare di accumulare rifiuti, e al tempo stesso è divertente e creativo.

In definitiva il concetto è semplice: è meglio prevenire che curare.

Fase2: Riutilizzare
Una volta acquistato un sacchetto o una busta al supermercato anziché buttarla si può riutilizzare per fare la spesa ancora molte volte o, se è rovinata, usarla al posto dei sacchi per la spazzatura.
Una bottiglia vuota si può di nuovo riempire, un vasetto può essere usato per conservare cibo avanzato, i contenitori in plastica con il coperchio possono contenere ancora molte cose.
Non serve una grande fantasia, impegniamoci perché niente venga buttato senza aver compiuto il suo lavoro tutte le volte possibili. Ogni volta che stiamo per aprire il bidone chiediamoci se quello che stiamo per buttare ha davvero finito di esserci utile.

Fase3: Riciclare creativamente
Spazio alla fantasia! Molti rifiuti possono diventare materia prima per la realizzazione di nuovi oggetti utili.
Aprirò una sezione appositamente dedicata sul blog, nella quale raccoglierò idee e ispirazioni a questo proposito, per dimostrare che è più semplice di quanto non si creda.

Fase4: Differenziare
Quando proprio non possiamo più fare altrimenti, almeno differenziamo.

lunedì 25 novembre 2013

Torta di cachi

In questi giorni, con il freddo che comincia a farsi sentire davvero e la pioggia gelida che batte fuori dalla finestra, viene proprio voglia di avvolgersi in una coperta, rincantucciarsi sul divano e stare al caldino. Purtroppo non sempre si può fare e tocca farsi coraggio, agguantare la sciarpa e il cappotto e affrontare il freddo mondo fuori dalla porta di casa. ;)
Per concedermi una coccola in giornate come queste mi piace preparare dolci. In fondo niente rincuora di più del profumo avvolgente di una torta che cuoce nel forno e che si spande per la casa.

Avevo promesso nuove idee per usare i cachi e così, dopo i cachi secchi, ecco qui la torta di cachi!

torta di cachi

Chi mi conosce sa che in cucina sono una schiappa, ma quando si tratta di torte e biscotti mi si risveglia un istinto profondo, che forse si chiama golosità, che mi fa gioire nel veder le uova montarsi sotto le fruste ed emozionarmi quando aggiungendo la farina l'impasto prende quella consistenza tipica della torta... irresistibile! Non posso mai trattenermi dallo spazzolare le terrine vuote!

torta di cachi_ingredienti

La ricetta viene da Menta e Liquerizia, un blog che fa venire l'acquolina in bocca e dà dipendenza!
Il risultato è una torta buona, soffice, profumata. Assolutamente da provare!

Ora, per chi non è ancora venuto a trovarci nella nostra nuova casina verde, proverò a spiegare il perchè di questa esigenza di trovare modi alternativi di consumare cachi. E lo farò con qualche foto:

cachi


cachi_raccolta
Queste foto sono state scattate meno di un mese fa! Incredibile, Enrico raccoglieva in maniche corte...

Il nostro albero ha un'ottantina d'anni, ed è la mia gioia! E' la prima cosa che vedo al mattino dalla finestra della cucina, e vederlo cambiare colore in autunno e pian piano perdere le foglie mi affascina.

La quantità di cachi che è in grado di produrre una sola pianta è impressionante. Quest'anno i rami erano talmente carichi di frutti arancioni che temevamo potessero spezzarsi. Nelle giornate di sole abbiamo iniziato la raccolta per sfoltire, e non abbiamo ancora terminato il lavoro.

Qui sotto invece una foto di questa mattina. Ancora tonnellate di cachi!!

Capito ora perchè siamo alla ricerca di nuove ricette? Chiunque ne conoscesse, si faccia avanti!!
cachi novembre














Con questo post partecipo a:

Diario di una Creamamma

giovedì 21 novembre 2013

Bomboniere per Aurora

Aurora, la mia nipotina, verrà battezzata questa domenica.

bomboniere battesimo



















Mia sorella ed io, per l'occasione, abbiamo realizzato queste bomboniere ricamate al punto croce. E' stato bello realizzare un piccolo progetto a quattro mani, mettendo insieme le capacità di ciascuna di noi e unendo le forze per raggiungere l'obiettivo nei tempi stabiliti!
Il progetto è molto semplice: ho cucito il sacchetto direttamente utilizzando la tela da ricamo, e rifinito il tutto con un nastro e con l'angioletto di legno che mia sorella ha scelto come simbolo.

bomboniera punto croce

























Carine, no? E' stata una bella fatica, ma ne è valsa la pena!

lunedì 11 novembre 2013

Detersivo in crema per bagno e cucina fai da te

Oggi mi sono cimentata in uno spignattamento veloce, adatto anche ai più pigri, e di enorme soddisfazione: il detersivo in crema
Non c'è niente da dire, per la pulizia della cucina (e non solo) non c'è nulla di meglio: è efficace sullo sporco tenace ma allo stesso tempo non graffia. Proprio come quello in commercio è anticalcare, igienizzante e sgrassante, ma la differenza è che questa versione fai da te non è un disastro per l'ambiente! La ricetta poi è talmente semplice da non poterci credere.

Occorrente:
- un vasetto
- bicarbonato
- detersivo per piatti (possibilmente bio)

Per preparare la crema è sufficiente aggiungere il detersivo al bicarbonato in quantità sufficiente per ottenere la consistenza desiderata. Al momento di utilizzarlo si mette su una spugna e via che si va!
detersivo in crema fai da te

La ricetta viene dal forum di Promiseland, che in materia di detergenti bio e fai da te è una miniera inesauribile di informazioni preziose. Da quando lo conosco non compro più nessun prodotto per la pulizia della casa, e ne vado davvero fiera! 

Spignattate, ragazzi, spignattate!

giovedì 7 novembre 2013

La cesta dei serpenti

Non ci posso credere, è più di una settimana che mi trascino avanti questa maledetta tosse, e che non ho il coraggio di andare a ripescare il salice in ammollo nell'acqua fredda dalla vasca in giardino!
Ormai la lista dei cesti da fare si allunga sempre di più, e io son qui che guardo fuori dalla finestra con nostalgia.
Per tirarmi su di morale oggi riesumo un bel lavoro fatto lo scorso inverno, che ho soprannominato la cesta dei serpenti per via della forma. 

cesta serpenti

Mi affascinavano i rami che avevo trovato, di una interessante sfumatura che partiva dal giallo alla base per arrivare al marrone sulle punte. L'intreccio corale (che si realizza con un numero di tessitori uguale al numero di montanti, portati avanti tutti insieme) ha anche il vantaggio di mettere in risalto le sfumature.
La parte subito sopra è realizzata con un corale a tre, per dare un effetto tessuto.
Sarà che ci sono affezionata, ma a me questo cesto piace tanto... sarei curiosa di sapere anche cosa ne pensate voi! Lasciatemi un commento in proposito, se volete, mi farebbe piacere!

domenica 3 novembre 2013

Sassi segna pianta

sassi segna pianta
Una delle mie passioni da sempre sono gli alberi, che hanno esercitato un grande fascino su di me fin da bambina. Mi piacciono le grandi chiome ombrose, il rumore dei rami che frusciano nel vento, il sole che filtra tra le foglie proiettando chiazze di luce sull'erba e sulle persone. Mi piace accarezzare i fusti lisci dei bagolari, sentire sotto le dita la pagina ruvida delle foglie degli olmi, osservare il colore delle foglie dei cachi diventare di un rosso sempre più acceso man mano che arriva l'inverno. Mi piace raccogliere le bacche di corniolo, le noci, le castagne. Rimango incantata a guardare le querce secolari, con i tronchi maestosi e i rami contorti e protesi al cielo. Quando sono là sotto mi sento a casa.

Verso la fine dell'università, con Enrico, abbiamo cominciato a volerli chiamare per nome. A quel tempo per noi, come d'altronde per la maggior parte delle persone, ogni cosa che avesse un fusto, dei rami e delle foglie era semplicemente un albero. D'altronde gli alberi sono così al di fuori della nostra vita quotidiana che non è considerato importante saperli riconoscere, a differenza degli animali. Quando vediamo un gatto lo chiamiamo gatto,  non ci limitiamo a dire che è un animale, no?
E' stato bello imparare a riconoscere le piante. All'inizio sembrava impossibile. Quasi tutte hanno foglie verdi e tronchi marroni. E anche quando la forma della foglia può essere d'aiuto, come fare durante l'inverno quando i rami sono spogli?
Ma la verità è che riconoscere gli alberi è facile
Ad ogni passeggiata incontravamo qualche pianta già conosciuta, e raccoglievamo le foglie o i semi di quelle che non avevamo ancora inquadrato. Anche adesso facciamo così, e ci piace tanto!

Dagli alberi ricavo la materia prima per i miei cesti, frutta e semi da mangiare, ramaglie per il forno. Enrico poi ne ricava mobili per la casa, pali e travi per piccole e grandi strutture, legna per la stufa, attrezzi, cippato per l'orto. 

Da alcuni anni a questa parte ho iniziato a raccogliere semi e a germogliarli in vaso. Lo faccio con le specie forestali così come con quelle da frutto.
Ora, a differenza degli ortaggi, gli alberi non sono piante che germogliano subito o che si riconoscano facilmente quando sono alte pochi centimetri. Da qui l'idea di realizzare dei segna pianta che resistessero alle intemperie da mettere nei vasi in attesa, in modo da non confondermi più. Non posso dire che sia un'idea originale, sono certa di aver già visto qualcosa di analogo realizzato per gli ortaggi, sul web. Io però mi sono divertita a farli, e questo basta! ;) Sono sicura che sarebbe un bel gioco da fare con i bambini.

seminare alberi

La semina di oggi, come avrete capito, prevede castagno, giuggiolo, biancospino e quercia, e andranno a fare compagnia alle pianticelle dell'anno scorso: nespolo giapponese, cachi e limone.

lunedì 28 ottobre 2013

Il portacellulare da appendere

portacellulare da appendere

Pinterest è una delle mie passioni, di quelle che cerco di prendere a piccole dosi perché so bene che per me è peggio di una droga! Ma è una bacheca illimitata di idee meravigliose, e non si può fare a meno di restarne innamorati!

Tempo fa vi avevo scovato un'idea geniale quanto graziosa per mettere in carica il cellulare senza bisogno di appoggiarlo su un ripiano e allo stesso tempo per tenere in ordine il filo del caricabatterie. Una tasca colorata da agganciare direttamente alla spina del caricabatterie (qui l'originale sul sito EinGemachtes von Anique). L'idea mi è subito piaciuta, soprattutto perché, con la casa ancora mezza vuota, mi ritrovavo sempre ad appoggiare il telefono per terra durante le cariche.
Ma la mia testolina frullava, e mi chiedevo: perché limitarsi ad una tasca, quando potrei creare un oggetto che abbia più funzioni?
Ecco come è nata l'idea del portacellulare da appendere.


Tutto sta nel sistema di chiusura: un lungo elastico che si può agganciare al bottone o, al bisogno, appendere al caricabatterie. Appena finito di cucire, me ne sono subito innamorata perdutamente. E' diventata la casetta preferita del mio telefono, anche perchè è molto robusto dal momento che è fatto con ritagli di vecchi jeans.


A breve metterò a disposizione anche un tutorial! Portate pazienza! ;)

Ed ecco qui il tutorial!

domenica 27 ottobre 2013

Ottobre Rosso

Ho scoperto di non essere immune all'influenza. Già. E' stato uno shock, non mi ammalavo sul serio da anni.
Oggi però c'era un sole splendido e non ho resistito: mi sono coperta bene e sono uscita a godere del tepore e dei colori di questo fine ottobre.

mercoledì 23 ottobre 2013

Cestini: come ti ritrovo la calma

cestino vitalba

Immaginate una di quelle giornate da dimenticare.
Ogni cosa sta andando per il verso sbagliato, non ne combino una giusta, non faccio che arrabbiarmi e sclerare. Arrivata al culmine dello stress mi accorgo che se non stacco potrei cominciare a incenerire tutto quello che mi circonda solo con lo sguardo. Decido allora, tanto per sbollire, di farmi quattro passi fuori casa. C'è un bel pezzetto di terreno di nessuno proprio dietro casa, il posto ideale per starsene un po' in pace, immersi nel verde. Sto appena cominciando a godere dell'aria fresca sul viso accaldato quando, nel passeggiare, noto alcuni rami che mi fanno l'occhiolino e mi dicono “prendimi!”... ;)
Quando il salice chiama, bisogna rispondere! Forbici alla mano (un cestaio non esce mai senza!) agguanto qualche ramo e mi metto all'opera.
Due minuti di intreccio e già mi sto lasciando alle spalle tutti i malumori e tutto lo stress. In un attimo sono completamente immersa nel lavoro manuale, nei suoi movimenti ripetitivi ma accurati. 
Finito il cestino, passata l'arrabbiatura.

La struttura è in salice pelato, usato direttamente fresco. L'intreccio è di vitalba, i tralci giovani e sottili, che sono più morbidi e verdi. Vorrei che il colore rimanesse sempre così, ma nell'asciugarsi la vitalba ingiallisce un po'.

sabato 19 ottobre 2013

Un uggioso sabato mattina di ottobre: cachi secchi

Un sabato mattina senza particolari impegni.
Un moroso a letto con la febbre.
Una nebbia leggera e una pioggerellina sottile fuori dalla finestra della cucina.
Una pila di lenzuola che aspettano di essere stirate (invano).

Ecco gli ingredienti giusti per una giornata da dedicare alla messa a punto del blog!

L'autunno è da sempre la stagione che rimette in moto la mia creatività dopo la pigra estate. E' sempre stato così, fin dai tempi della scuola. Questo è per me il momento di rispolverare gli strumenti del mestiere, recuperare dal fondo dell'armadio lana e ferri, oliare la macchina da cucire, progettare nuovi vestiti -che non realizzerò-, preparare stampi per infornare torte e biscotti. Ai primi freddi la mia testa comincia ad andare in fermento, e in una sola giornata mi saltano in mente tutte le cose che potrei fare da qui all'anno prossimo. Tranquilli, per fortuna dopo un po' mi passa! E' solo che io i propositi per il nuovo anno li faccio fuori stagione! ;)
Quest'anno però c'è una grossa novità. Abbiamo una casa. Una casa vera, con una cucina vera e tutto quello che normalmente si associa al concetto di casa! Lo so che ora posso sembrare una svitata, ma chi mi conosce sa che negli ultimi anni Enrico e io abbiamo vissuto in contesti complicati e talvolta un po' in prestito (magari un giorno ci spenderò due parole), quindi per noi avere una casa "normale" è un vero cambiamento! Nel bene e nel male. Ma una cosa è certa: casa = spazio per sperimentare! ;)

E così in questi giorni ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi al lavoro. Ottobre sta decisamente tirando fuori il suo carattere migliore in questi giorni, con l'arrivo del freddo, delle castagne e la maturazione dei cachi nel giardino. So che non tutti amano i cachi, ma per me sono frutti meravigliosi, a partire dal colore così carico di energia.
Ne abbiamo un albero enorme che ci saluta ogni mattina dalla finestra della cucina, carico di splendide palle arancioni. Per noi è impossibile consumarli tutti, perciò quest'anno, presa dall'euforia di una cucina tutta per me, ho deciso di sperimentare tutti i modi possibili di conservarli.

Le sperimentazioni in corso sono:
- cachi secchi
- cachi sott'aceto
- liquore di cachi

cachi secchi
Consiglio caldamente i cachi secchi a tutti quelli che quando si parla di cachi storcono il naso a causa della consistenza un po' viscida (che io adoro!), perché da secchi ovviamente si liberano di questo "difetto".
Si preparano quando sono ancora duri e immangiabili tagliandoli a fette e infornandoli a 70-80 gradi al massimo per diverse ore. Seccando gli zuccheri si concentrano e i cachi non allappano più. Risultato: uno snack dolce, arancione e buonissimo!

PS: il cesto è una produzione di questa estate: salice e bambù (la parte verde) con la mia prima chiusura a treccia, che dalla foto si nota poco...

Si salpa!

Finalmente mi sono decisa ad aprire il mio blog!
Vorrei che diventasse il contenitore dove mettere tutti i miei lavori e dove condividere la parte migliore di me.
Sono una creativa dispersiva, mi piace fare moltissime cose e variare spesso. In questo blog voglio dare spazio a tutte le mie passioni, anche quelle che coltivo meno di frequente. Qui vedrete vari lavori: principalmente cesteria, cucito e maglia, lavori con la carta, esperimenti di architettura naturale, autoproduzione, orticoltura e arboricoltura.
Se qualcuno leggerà mai questo blog avrà modo di vedere che tutte queste cose sparse e apparentemente scollegate, in realtà sono unite dalla volontà di trovare un modo di vivere e di lavorare semplici, dalla continua ricerca di soluzioni che permettano di essere in armonia con il mondo, di vivere a basso impatto ambientale, nel rispetto della natura umana oltre che del pianeta.

Non so voi, ma io mi auguro buon divertimento!