lunedì 28 ottobre 2013

Il portacellulare da appendere

portacellulare da appendere

Pinterest è una delle mie passioni, di quelle che cerco di prendere a piccole dosi perché so bene che per me è peggio di una droga! Ma è una bacheca illimitata di idee meravigliose, e non si può fare a meno di restarne innamorati!

Tempo fa vi avevo scovato un'idea geniale quanto graziosa per mettere in carica il cellulare senza bisogno di appoggiarlo su un ripiano e allo stesso tempo per tenere in ordine il filo del caricabatterie. Una tasca colorata da agganciare direttamente alla spina del caricabatterie (qui l'originale sul sito EinGemachtes von Anique). L'idea mi è subito piaciuta, soprattutto perché, con la casa ancora mezza vuota, mi ritrovavo sempre ad appoggiare il telefono per terra durante le cariche.
Ma la mia testolina frullava, e mi chiedevo: perché limitarsi ad una tasca, quando potrei creare un oggetto che abbia più funzioni?
Ecco come è nata l'idea del portacellulare da appendere.


Tutto sta nel sistema di chiusura: un lungo elastico che si può agganciare al bottone o, al bisogno, appendere al caricabatterie. Appena finito di cucire, me ne sono subito innamorata perdutamente. E' diventata la casetta preferita del mio telefono, anche perchè è molto robusto dal momento che è fatto con ritagli di vecchi jeans.


A breve metterò a disposizione anche un tutorial! Portate pazienza! ;)

Ed ecco qui il tutorial!

domenica 27 ottobre 2013

Ottobre Rosso

Ho scoperto di non essere immune all'influenza. Già. E' stato uno shock, non mi ammalavo sul serio da anni.
Oggi però c'era un sole splendido e non ho resistito: mi sono coperta bene e sono uscita a godere del tepore e dei colori di questo fine ottobre.

mercoledì 23 ottobre 2013

Cestini: come ti ritrovo la calma

cestino vitalba

Immaginate una di quelle giornate da dimenticare.
Ogni cosa sta andando per il verso sbagliato, non ne combino una giusta, non faccio che arrabbiarmi e sclerare. Arrivata al culmine dello stress mi accorgo che se non stacco potrei cominciare a incenerire tutto quello che mi circonda solo con lo sguardo. Decido allora, tanto per sbollire, di farmi quattro passi fuori casa. C'è un bel pezzetto di terreno di nessuno proprio dietro casa, il posto ideale per starsene un po' in pace, immersi nel verde. Sto appena cominciando a godere dell'aria fresca sul viso accaldato quando, nel passeggiare, noto alcuni rami che mi fanno l'occhiolino e mi dicono “prendimi!”... ;)
Quando il salice chiama, bisogna rispondere! Forbici alla mano (un cestaio non esce mai senza!) agguanto qualche ramo e mi metto all'opera.
Due minuti di intreccio e già mi sto lasciando alle spalle tutti i malumori e tutto lo stress. In un attimo sono completamente immersa nel lavoro manuale, nei suoi movimenti ripetitivi ma accurati. 
Finito il cestino, passata l'arrabbiatura.

La struttura è in salice pelato, usato direttamente fresco. L'intreccio è di vitalba, i tralci giovani e sottili, che sono più morbidi e verdi. Vorrei che il colore rimanesse sempre così, ma nell'asciugarsi la vitalba ingiallisce un po'.

sabato 19 ottobre 2013

Un uggioso sabato mattina di ottobre: cachi secchi

Un sabato mattina senza particolari impegni.
Un moroso a letto con la febbre.
Una nebbia leggera e una pioggerellina sottile fuori dalla finestra della cucina.
Una pila di lenzuola che aspettano di essere stirate (invano).

Ecco gli ingredienti giusti per una giornata da dedicare alla messa a punto del blog!

L'autunno è da sempre la stagione che rimette in moto la mia creatività dopo la pigra estate. E' sempre stato così, fin dai tempi della scuola. Questo è per me il momento di rispolverare gli strumenti del mestiere, recuperare dal fondo dell'armadio lana e ferri, oliare la macchina da cucire, progettare nuovi vestiti -che non realizzerò-, preparare stampi per infornare torte e biscotti. Ai primi freddi la mia testa comincia ad andare in fermento, e in una sola giornata mi saltano in mente tutte le cose che potrei fare da qui all'anno prossimo. Tranquilli, per fortuna dopo un po' mi passa! E' solo che io i propositi per il nuovo anno li faccio fuori stagione! ;)
Quest'anno però c'è una grossa novità. Abbiamo una casa. Una casa vera, con una cucina vera e tutto quello che normalmente si associa al concetto di casa! Lo so che ora posso sembrare una svitata, ma chi mi conosce sa che negli ultimi anni Enrico e io abbiamo vissuto in contesti complicati e talvolta un po' in prestito (magari un giorno ci spenderò due parole), quindi per noi avere una casa "normale" è un vero cambiamento! Nel bene e nel male. Ma una cosa è certa: casa = spazio per sperimentare! ;)

E così in questi giorni ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi al lavoro. Ottobre sta decisamente tirando fuori il suo carattere migliore in questi giorni, con l'arrivo del freddo, delle castagne e la maturazione dei cachi nel giardino. So che non tutti amano i cachi, ma per me sono frutti meravigliosi, a partire dal colore così carico di energia.
Ne abbiamo un albero enorme che ci saluta ogni mattina dalla finestra della cucina, carico di splendide palle arancioni. Per noi è impossibile consumarli tutti, perciò quest'anno, presa dall'euforia di una cucina tutta per me, ho deciso di sperimentare tutti i modi possibili di conservarli.

Le sperimentazioni in corso sono:
- cachi secchi
- cachi sott'aceto
- liquore di cachi

cachi secchi
Consiglio caldamente i cachi secchi a tutti quelli che quando si parla di cachi storcono il naso a causa della consistenza un po' viscida (che io adoro!), perché da secchi ovviamente si liberano di questo "difetto".
Si preparano quando sono ancora duri e immangiabili tagliandoli a fette e infornandoli a 70-80 gradi al massimo per diverse ore. Seccando gli zuccheri si concentrano e i cachi non allappano più. Risultato: uno snack dolce, arancione e buonissimo!

PS: il cesto è una produzione di questa estate: salice e bambù (la parte verde) con la mia prima chiusura a treccia, che dalla foto si nota poco...

Si salpa!

Finalmente mi sono decisa ad aprire il mio blog!
Vorrei che diventasse il contenitore dove mettere tutti i miei lavori e dove condividere la parte migliore di me.
Sono una creativa dispersiva, mi piace fare moltissime cose e variare spesso. In questo blog voglio dare spazio a tutte le mie passioni, anche quelle che coltivo meno di frequente. Qui vedrete vari lavori: principalmente cesteria, cucito e maglia, lavori con la carta, esperimenti di architettura naturale, autoproduzione, orticoltura e arboricoltura.
Se qualcuno leggerà mai questo blog avrà modo di vedere che tutte queste cose sparse e apparentemente scollegate, in realtà sono unite dalla volontà di trovare un modo di vivere e di lavorare semplici, dalla continua ricerca di soluzioni che permettano di essere in armonia con il mondo, di vivere a basso impatto ambientale, nel rispetto della natura umana oltre che del pianeta.

Non so voi, ma io mi auguro buon divertimento!