sabato 8 febbraio 2014

Vaso intrecciato in salice e consigli sulla preparazione dei materiali

Cesteria creativa_dettaglio
Ancora intrecci!
Dovete sapere che a me piace molto iniziare mille progetti e portarli avanti tutti insieme a giorni alterni! E' il modo migliore per metterci il triplo del tempo a finirli! ;)

Enrico ed io dividiamo il laboratorio. Da un lato ci sono i suoi attrezzi, le macchine, i materiali, un misto tra falegnameria e officina da fabbro. Dall'altro ci siamo la stufa a legna e io, con una esigua parte dei miei rami, un tavolino con sgabello, forbici, coltelli, punteruoli in bosso, gomme e piccoli attrezzi fatti su misura. E' una postazione un po' provvisoria in verità, ma a me piace molto per un paio di motivi.
Innanzitutto è calda, e per intrecciare c'è bisogno di un ambiente non troppo freddo a meno di non lavorare a qualcosa di molto grande e con i bordi a torciglione (quelli sì che scaldano!)
In secondo luogo ci permette di lavorare insieme, e quindi di mettere di tanto in tanto le zampine nel lavoro altrui! Così entrambi abbiamo un aiutante a portata di mano nei momenti che lo richiedono.

Cesteria creativaInfatti in questi giorni, mentre aiutavo Enrico nella realizzazione della nostra futura scrivania, ho approfittato di tutti i tempi morti per intrecciare qualcosa di piccolo e semplice, che non richiedesse troppa continuità né molta preparazione. Ecco quindi che ho optato per il salice al naturale, bollito.
Perché bollito? direte voi. Beh, oggi vi scriverò qualche suggerimento su come preparare i materiali per l'intreccio:

I rami di salice vengono raccolti più o meno in questa stagione, ma non possono essere utilizzati freschi perché la loro corteccia contiene molta acqua che, asciugando, ne fa ridurre notevolmente il volume. Se vengono usati freschi l'intreccio, una volta secco, balla.
Il materiale va quindi fatto seccare per alcuni mesi, e solo quando è completamente asciutto si può usare mettendolo in ammollo per un paio di settimane (per esempio dentro una vecchia vasca da bagno). Questo rende il lavoro più complesso, perché bisogna sapere con un discreto anticipo quello che si vuole fare. Un metodo per accorciare i tempi di ammollo è quello di aumentare la temperatura dell'acqua, ma per farlo bisogna essere attrezzati di un bollitore di grandi dimensioni, cosa che io al momento non possiedo.

Io che sono un'istintiva e mi metto al lavoro di getto senza programmare, ho dovuto studiare qualche trucco.
Spesso mi dedico ad altre essenze che non richiedono l'ammollo, come l'olmo ad esempio (ve ne avevo già parlato qui). Se proprio voglio usare il salice allora scelgo un progetto di piccole dimensioni.
I rami piccoli infatti possono essere facilmente convinti ad entrare in una pentola di acqua bollente, un po' come gli spaghetti.
Così in questi giorni mi è bastato dimenticarli sulla stufa per un'oretta abbondante, ed ecco che il materiale era pronto all'uso. Più veloce di così!

Il salice che ho utilizzato è una varietà che amo molto. I rami da freschi sono di un bel colore verde oliva che nel seccare prende una tonalità di marrone abbastanza scuro. La bollitura lo scurisce ancora di più e lo rende più lucido.

Questo vaso, sull'onda di quello che vi avevo mostrato l'ultima volta, è un progetto di recupero, questa volta di una bottiglia di vetro. E' molto più pesante, ma mi ha permesso di lasciare il collo a vista, cosa che con una bottiglia di plastica non avrebbe fatto lo stesso effetto.

Per l'occasione ho reciso due fiori dal mio elleboro, non sono belli?

9 commenti:

  1. Molto bello questo vaso! E grazie per le informazioni.......non sapevo che fosse adesso il periodo per raccogliere i rami del salice.....bene, raccoglierò i miei!
    Ciao
    Serena

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    1. Ah....dimenticavo, questi fiori sono bellissimi! Non conosco la pianta di elleboro, ora mi documento.....

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    2. E' una pianta che si trova spontanea nel sottobosco, ma questa è una varietà coltivata che mi hanno regalato.
      Per il salice, buona raccolta! Se ti servono consigli chiedi pure!

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  2. Ciao Lucia! Complimenti... anche per il BLOG! Te ne avevo già parlato personalmente, ma poi non ci siamo più visti... La raccolta e la preparazione dei materiali mi interessa molto!! Ho raccolto della vitalba un paio di settimane fa, poi l'ho abbandonata (arrotolata) in una borsa... Cosa mi consigli? Bollirla o utilizzarla così?

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    1. Ciao Matteo!
      Sto organizzando per i prossimi giorni una potatura vicino casa, ti chiamo al più presto per accordarci, così andiamo insieme!
      Per la vitalba, tutto dipende da come l'hai "archiviata":
      Se l'hai pelata quando era fresca ora puoi semplicemente metterla un po' a bagno per farla tornare morbida. Un'oretta basta, forse anche meno.
      Se l'hai messa via senza pelarla allora va necessariamente bollita (sempre un'oretta scarsa).
      Ciò non toglie che si possa bollire anche quella già pelata. Verrà via una seconda pelle più fina, e il tralcio diventerà di un colore più giallognolo ed omogeneo. Fai delle prove per capire quale ti piace di più!

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  3. Grazie per i tuoi consigli che risultano molto interessanti e stuzzicano la voglia di provare ad intrecciare! E poi che fortuna a lavorare nello stesso laboratorio del tuo amore, come hai detto tu, hai sempre un piccolo aiutante sotto mano e viceversa! Bel lavoro, alex

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    1. Ho in mente di scrivere qualche altro articolo a breve su come procurarsi il materiale e prepararlo per l'intreccio, vediamo se riesco a stuzzicarti ancora di più!
      Grazie per i complimenti!

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  4. L'hai fatto te?? :O è meraviglioso!!! Non potrei mai riuscire a creare un lavoro così bello! http://veganchef88.blogspot.it/

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