domenica 26 gennaio 2014

Mascarpone ai cachi e un po' di chiacchiere

Sono un po' latitante ultimamente perché, come spesso mi succede, sono alle prese con più di un progetto alla volta e di conseguenza il tempo necessario per portarne ciascuno a termine si alluuunga.
Senza contare che in questi giorni Enrico ed io ci stiamo dando da fare con un lavoro di falegnameria non da poco: la tanto attesa scrivania!
La nostra Casina Verde infatti al momento è provvista dei soli mobili strettamente indispensabili: una cucina un po' accrocchiata, un vecchio tavolo da pranzo con sedie miste, un letto con due comodini di recupero, un divano, una microscopica libreria e ovviamente la macchina da cucire (che è uno di quei vecchi modelli a pedale con tutto il mobiletto). Non che la casa sia così piccola da non poterci fare entrare altro, sia bene inteso, anzi! Il fatto è che abbiamo l'ambizione di volerci costruire da noi tutti i mobili, un pezzo alla volta. Probabilmente vi sembrerà strano (in molti ce lo hanno anche già detto!), ma che volete farci? Noi siamo fatti così. Non ci costa troppo avere una casa work in progress, quello che conta è fare le cose come le vogliamo. In fondo prima di approdare qui abbiamo vissuto due anni praticamente in 9 mq per cui ci siamo abituati a uno stile di vita sobrio, senza tante pretese. Anzi, il fatto di non aver finito né arredato la casa tutta in una volta ci piace, perché ci permette di capire meglio gli spazi e adattarli alle nostre esigenze in modo più personale.
Inoltre vorremmo evitare, per quanto possibile, l'acquisto di mobili tradizionali perché avendo progettato e ristrutturato questa casetta secondo i criteri della bioedilizia (uno di questi giorni ve ne parlerò più in dettaglio) ci dispiacerebbe non avere un occhio di riguardo verso l'arredo. Vorremmo che tutto in casa fosse realizzato con materiali naturali e finiture naturali, e l'unico modo per poterlo fare (escludendo l'idea di acquistare tutto da un rivenditore bio e fare un mutuo solo per i mobili!) è fare da sé. D'altra parte Enrico ha studiato da falegname proprio con questa idea in testa.
E così finalmente abbiamo messo mano al primo oggetto sulla lista: la famosa scrivania. Non vedo l'ora che sia finita!! Prometto che metterò una foto!
E quanto prima vi farò vedere cosa sto combinando in questi giorni con la macchina da cucire.

Nel frattempo vi lascio con una ricetta dolce, l'ultima della stagione dei cachi: il Mascarpone ai Cachi


crema di mascarpone e cachi

Crema di Mascarpone e Cachi:
1 caco
2 uova intere
200 g di mascarpone
100 g di zucchero di canna integrale grezzo
biscotti e cioccolato fondente per guarnire

La ricetta è molto semplice: si tratta di realizzare una classica crema al mascarpone aggiungendo la polpa di un caco frullata. Ho alternato nei bicchieri la crema ottenuta con due strati di biscotti secchi sbriciolati ed infine spolverizzato di scagliette di cioccolato fondente.
Semplice ma molto buono. Provare per credere!

venerdì 17 gennaio 2014

Il Cesto Vaso

Questa mattina mi sono svegliata e il termometro diceva che la temperatura fuori casa era di 12 gradi! E' senza dubbio uno strano inverno quello di quest'anno, sembra quasi un autunno prolungato, o, come oggi, una primavera anticipata.
Gli alberi fuori da casa hanno messo le gemme, addirittura i miei mandorli hanno buttato le prime foglie nuove. Se l'inverno alla fine si deciderà ad arrivare sarà un brutto guaio per loro, e per tutte le piante che si stanno illudendo di essere già in primavera.
Ma visto che non possiamo solo preoccuparci e lamentarci, cerchiamo di vedere il lato positivo della situazione e, intanto, godiamo della fioritura nell'orto delle calendule, delle margherite e, ahimè, delle cime di rapa.

Tornando a noi, verso le dieci del mattino il cielo si è rannuvolato a nord fino a diventare una grande massa scura, mentre ancora, da sud, il sole splendeva in tutta la sua potenza (considerato che siamo in Gennaio!). Il risultato era una luce così bella che ho voluto approfittarne per fotografare la mia ultima creazione, intrecciata nei giorni scorsi.

cesto vaso_attrezzi


E' un progetto semplice ma con il trucco: all'interno dell'intreccio è nascosta una bottiglietta di plastica, che ho rivestito in salice e olmo e pian piano trasformato in vasetto da fiori.
Ho già usato la stessa tecnica in passato con vasetti di vetro, ma ho pensato che la bottiglia di plastica avrebbe reso l'oggetto più leggero, senza contare che si tratta di un modo divertente di riciclare creativamente la plastica.

L'intreccio, come in tutti i piccoli cesti, ha richiesto tempo e pazienza. Per tutti quelli che non hanno mai avuto il piacere di intrecciare, voglio rivelarvi questo particolare: il tempo impiegato per realizzare un cesto piccolo è il più delle volte lo stesso se non maggiore di quello necessario per un cesto grande. Il motivo è semplice: un cesto grande si realizza con materiale grosso, uno piccolo con materiale sottile, ma alla fine dei conti si usa lo stesso numero di rami e gli stessi passaggi. In compenso spesso è più complicato intrecciare cesti piccoli rispetto a quelli grandi perchè si rende necessario manovrare i rami attraverso spazi piccolissimi, come nella chiusura di questo vasetto.

cesto vaso

Che dite, sto mantenendo i miei buoni propositi per l'anno nuovo? ;)
Buon week end a tutti!


domenica 12 gennaio 2014

Piatti in legno: le creazioni di Enrico

Oggi anziché mostrarvi le mie ultime creazioni o parlarvi di quello che mi passa per la testa, voglio farvi conoscere un po' Enrico attraverso uno dei suoi tantissimi lavori: i piatti in legno.

piatto in legno_dettaglio

Io amo questi piatti. Sono oggetti che hanno un carattere forte, e sono molto diversi da ciò che si trova in commercio. Non soltanto perché si tratta di oggetti artigianali e quindi unici, ma perché sono prodotti utilizzando una tecnica insolita. Gli oggetti che troviamo nei negozi, infatti, sono per lo più realizzati al tornio e quindi perfetti nella forma, ma modellati senza cura delle caratteristiche del materiale,che viene trattato come se fosse un blocco omogeneo. Ma il legno è un materiale che offre molto di più, e ciò che apprezzo nell'approccio di Enrico è proprio la capacità di mettere in risalto e valorizzare le venature, i difetti, i nodi, i buchi lasciati dai tarli, le crepe, le imperfezioni.
Il risultato è un oggetto rustico, ma niente affatto approssimativo.
C'è dietro un capace lavoro di osservazione del legno e delle sue caratteristiche, di scavo e modellazione, di rifinitura. Enrico, che ha imparato la tecnica dal nostro amico Sergio, li abbozza con la motosega e poi li lavora a mano con uno speciale zappetto che si è forgiato a partire da una vecchia balestra da auto, poi li perfeziona pazientemente con un raschietto curvo.
La finitura superficiale è a gommalacca, che li rende impermeabili e fa risaltare le venature.

Piatto in legno

Non sono belli?

martedì 7 gennaio 2014

Il Cesto Piegato e i miei buoni propositi per il 2014

Cesto Piegato_dettaglioQuando ho aperto questo blog ero sicurissima che avrei riempito pagine e pagine con i miei cesti. Invece, complici una serie di circostanze che mi hanno assorbito una gran quantità di energia, da ottobre ho intrecciato pochissimo e con scarsa qualità. Non va bene, no no.
Mi ritengo una cestaia assolutamente principiante e il fatto di non applicarmi non mi aiuta a progredire, a discapito della mia notoria testardaggine che mi fa sempre puntare a raggiungere livelli di perfezionismo ridicolmente ambiziosi.
L'artigianato è la mia passione, è l'attività che in assoluto mi da maggiori soddisfazioni tra quelle che faccio (seguita subito subito dal cucito). Mi ha portata in giro per l'Europa dalla Spagna (Salt) alla Polonia (Nowy Tomiśl - in questa pagina trovate anche le foto che ritraggono la bici intrecciata da me, Lorenza e Andrea, che per l'occasione della fiera abbiamo affrontato il viaggio Italia-Polonia appunto in bicicletta) e mi ha permesso di conoscere i movimenti di cesteria contemporanea che galoppano in tutto il mondo tranne che in Italia, dove ancora la cesteria è considerata un mestiere da vecchi e relegata alla sola realizzazione di panieri da campagna o poco più. Ho visto e toccato opere realizzate da mani capaci e da menti estrose, opere in grado di lasciare chiunque a bocca aperta per la perfezione e la fantasia. Se volete farvi un'idea, fate un giro sulla mia pagina Pinterest nella bacheca Willow and More.
Quel mondo fatto di fiere, potature in pieno inverno, coltelli e cesoie, vasche d'acqua gelida (o talvolta bollente), fatica, mani screpolate e laboratori pervasi dall'odore acro del salice, è il mondo più affascinante che esista.


Per questo i miei buoni propositi per il 2014 sono:

- Diventare più efficiente su tutti i fronti
- Cucire di più e ampliare le mie conoscenze in materia di taglio e cucito
- Intrecciare con più assiduità e più impegno, e mostrare i risultati sulle pagine di questo blog.

Ed ora veniamo a noi, e alla mia prima produzione nell'anno nuovo: il cesto piegato

Cesto Piegato


Per realizzare questo "cesto" ho usato il mio materiale preferito: l'olmo.
E' una pianta molto diffusa in tutta Italia, i cui polloni e rami giovani hanno una bella corteccia bruna percorsa da venature caratteristiche. Si lavora facilmente ed è flessibile quasi quanto il salice, se maneggiato nel modo giusto. Ma la cosa che me lo rende particolarmente simpatico è che si può utilizzare fresco, senza paura che nell'asciugare si ritiri (a differenza del salice).

La forma è ispirata alla cesteria "organica" del nostro maestro Joan Farré, che più che cesti produce opere d'arte e oggetti di design. 

Può piacere oppure no, ma di sicuro non è proprio il classico cestino, no?

Linky Party 2014