lunedì 31 marzo 2014

Le foto di Marzo

La fotografia mi piace molto, anche se le mie foto non sono niente di speciale e non ho mai studiato niente sull'argomento.
Faccio parte di quelle persone che rimangono affascinante da piccoli dettagli, colori, sfumature, particolari. Mi piace guardarli, mi emozionano, e per questo, quando posso, cerco di fermare l'emozione con una foto. Non sempre ottengo quello che vorrei, ma di tanto in tanto succede che la foto riesca a esprimere ciò che ho sentito, e allora sono soddisfatta!
Dal momento che spesso sono foto prese qua e là, senza una logica, non trovo mai l'occasione per pubblicarle su queste pagine. Ecco allora che ho avuto questa idea: ogni fine del mese scrivere un post per mostrarvi le migliori foto che ho scattato. Non dal punto di vista tecnico, ma piuttosto quelle che per me hanno più significato.
E' un modo per raccontarvi qualcosa di me attraverso i miei occhi.
Spero che questa rubrica vi piaccia!

Ecco quindi gli scatti di marzo!

Equiseto, fusti fertili.
Ecco un'altra pianta mangereccia da riscoprire! I turioni di equiseto hanno un sapore insolito ma piacevole, abbastanza dolce, e in più sono ricchi di minerali e vitamina C. Io li ho puliti bene (si eliminano le spighe e le foglie), bolliti e conditi con sale, burro e pepe.
Questa foto avrebbe potuto far parte della serie sulle erbe spontanee, ma non avevo materiale a sufficienza per un vero post, quindi eccola qui.
E' una delle mie preferite, mi piacciono i colori! Infatti è diventata subito lo sfondo del mio desktop... :)

Equiseto fusti fertili




Brioche con pasta madre
Questa foto è stata scattata per darmi una piccola soddisfazione e una pacca sulla spalla! Erano davvero buone le mie brioche, ne vado molto orgogliosa, ed essendo le prime volevo ricordarmele per sempre! La ricetta per farle è anche molto semplice, e la trovate qui su Fables de Sucre.

brioches con pasta madre



Asparagi dell'orto
Il primo raccolto dell'anno! Ormai le nostre piantine cominciano ad essere produttive, e noi godiamo dei loro frutti! Si raccoglie poco per volta, ma a noi non serve di più.
Avrei voluto aggiungere una foto degli asparagi selvatici raccolti dietro casa, ma non sono riuscita. Anche quelli erano buoni! Molto saporiti, e appena un pochino più amarognoli di quelli coltivati.

asparagi dell'orto



E questo è tutto, folks!
Le foto del mese torneranno (spero!) alla fine di aprile! :)

giovedì 27 marzo 2014

Pigiama!

Finalmente oggi, per la prima volta, riesco a mostrarvi uno dei miei lavori di cucito!

A voi capita mai di aver voglia di un pigiama invernale carino, e non trovare niente di niente che si avvicini al vostro gusto? E' esattamente ciò che è successo a me, e che mi ha fatto venire voglia di rispolverare la macchina da cucire!
Non credo di avervelo ancora detto, ma da un po' sto frequentando un meraviglioso corso di taglio e cucito. E' qualcosa che desideravo fare da una vita, proprio perché ho sempre avuto la mania di creare, e l'idea di realizzarmi da sola i vestiti mi esaltava. Per carità, qualcosa cucivo già prima, e diverse volte mi ero divertita a trasformare qualche vecchio vestito, ma in realtà il mio desiderio era proprio quello di imparare a creare un abito da zero, a partire dalle sole misure del proprio corpo. Capire le forme, le geometrie, le proporzioni. E da quando frequento questo corso mi sembra proprio di avere una marcia in più!

Questo pigiama però con il taglio e cucito non ha niente a che vedere! ;)
Infatti è un progetto molto semplice che chiunque abbia un po' di manualità e di dimestichezza con la macchina da cucire potrebbe realizzare. Infatti il modello non l'ho disegnato, ma l'ho ricalcato da una maglia che mi stava bene addosso.

pigiama
Il web è pieno di suggerimenti su come ricalcare un capo e ricavarne un cartamodello. Io purtroppo non ho fatto foto in fase di lavorazione, quindi posso mostrarvi solo li risultato finale.

La stoffa è una flanella morbida e calda, comprata in scampolo e pagata pochissimo. Le scelte di colore erano solo tre, e io non sono una che usa tanto il blu, ma ho voluto provare, e devo dire che il risultato mi piace!
Per il modello mi sono ispirata da questo tutorial, trovato in rete un sacco di tempo fa. Si tratta di un capo abbastanza diverso in effetti, perché quello originale era pensato per essere realizzato in jersey, mentre io ho scelto una flanella, e di conseguenza la mia maglia non è elastica, e ho dovuto usare un modello un po' più largo da ricalcare.
Poi, una volta disegnato il cartamodello del davanti, del dietro e della manica, ho assemblato elaborando il tutto a modo mio e aggiungendo un bordo alto allo scollo, alle maniche e all'orlo.
Non ho cucito il pantalone perché preferisco abbinare questa maglia a un vecchio legging blu rispolverato direttamente dagli anni 80 (anche se allora si chiamava panta!), senza contare che da sempre odio i pigiami abbinati, i gemelli, e tutti i capi doppi dallo stesso colore. Che ne so, a me piace spezzare!

Ecco quindi che finalmente ho anch'io il mio pigiama invernale preferito!!
Che ne dite? Io lo trovo molto carino!


venerdì 21 marzo 2014

Boccioli di tarassaco sotto sale

boccioli di tarassaco sotto sale_dettaglioLa primavera è arrivata, alla fine!
Marzo ci sta regalando delle meravigliose giornate di sole e qui da noi abbiamo avuto splendide fioriture di rusticani e albicocchi che ora stanno lasciando il posto ad una nuvola di foglioline verdi!
La primavera è il momento di eccellenza per andare a caccia di piante selvatiche mangerecce. E' una pratica quasi dimenticata, che un paio di generazioni fa era invece molto comune. Dalle nostre parti ogni tanto si vede ancora qualche nonna in passeggiata che raccoglie gli streccapogn (un tipo di radicchio).
Raccogliere le piante selvatiche è piacevole e divertente, arricchisce le nostre tavole che troppo spesso sono un po' scarse in varietà, ci fa provare sapori nuovi. L'unica difficoltà è riconoscere le piante giuste, ma per questo ci si può affidare a qualche buon libro illustrato. Meglio comunque iniziare con qualcosa di semplice, e allargare le nostre conoscenze e le nostre raccolte anche di una sola pianta per primavera.
Se anche voi volete sperimentare questa avventura e fare una passeggiata diversa dal solito, posso provare a darvi qualche suggerimento. Se sarò brava, di tanto in tanto vi mostrerò le mie raccolte e le mie ricette. Quest'anno mi sono ripromessa di sfruttare al massimo ciò che la natura ci regala spontaneamente, e l'idea di mostrarvi i risultati spero mi aiuterà a mantenere questo buon proposito.

Iniziamo con qualcosa di facile: il tarassaco.
Le foglie fresche del tarassaco, come probabilmente già sapete, si raccolgono in primavera  e si mangiano in insalata. Sono un po' amare, quindi io preferisco utilizzarle insieme a insalate più dolci.
La cosa interessante però è che si possono raccogliere anche i boccioli, per metterli sotto aceto oppure sotto sale.
I boccioli così preparati si possono utilizzare al posto dei capperi, anche se il loro sapore ovviamente è diverso.
Fino a quest'anno li avevo preparati sottaceto, seguendo una ricetta favolosa molto aromatica, ma poi ho scoperto che preparali sotto sale era ancora più semplice e ho deciso di sperimentare. Il risultato è ottimo!

Come riconoscere il tarassaco?
Ci sono tante altre piante che fanno il fiore giallo molto simile a quello del tarassaco, ma se guardiamo bene ci sono alcuni dettagli che lo rendono inconfondibile. Le foglie per esempio sono profondamente dentellate, e il fiore è singolo.

tarassaco




I boccioli vanno raccolti quando sono ancora ben chiusi, l'ideale è prenderli quando fanno appena capolino tra le foglie, proprio nel cuore della pianta, finchè non hanno ancora sviluppato il gambo. Quello è il momento in cui sono ancora piccolini, tondi tondi e sodi. Il bocciolo che vedete in foto è anche troppo cresciuto! Ha già preso una forma allungata, e se lo schiacciate tra le dita sentirete che è morbido e tenderà ad aprirsi e a rivelare i petali gialli all'interno.

Ora che conosciamo la pianta, possiamo raccogliere a piene mani! Il tarassaco infatti è una specie molto diffusa, e si può raccogliere senza timore.
E così, approfittando di una mattina soleggiata, sono partita armata di cestino verso il prato dietro casa. Il bottino è stato notevole!

boccioli di tarassaco

I boccioli vano lavati e fatti asciugare molto bene. Io ho tolto le foglioline laterali per renderli ancora più simili ai capperi.
Poi si mettono nel vasetto alternando con sale grosso.
Il sale ne tirerà fuori l'acqua, e in questo modo si crea una salamoia naturale.
Semplice, vero?

boccioli di tarassaco sotto sale


Aggiornamento dopo l'assaggio

Ho preparato un piatto nel quale tipicamente uso i capperi per capire il risultato finale e potervi dare un'idea più precisa del sapore di questi boccioli: pasta con sgombro (o tonno), cipolla, boccioli e pangrattato.
Buono! Buonissimo!
Ecco le mie considerazioni:
Il sapore dei boccioli è particolare e ben diverso da quello dei capperi (ovviamente). Hanno una leggera nota amarognola ma gradevolissima che non rende affatto amaro il tutto, ma si percepisce solo se si cerca di mangiare il bocciolo da solo. Nell'insieme il piatto acquista un sapore leggermente insolito ma molto gustoso. Assolutamente da provare!
Non sono salati come i capperi, ma questo potrebbe dipendere dal poco tempo trascorso dal momento dell'imbarattolamento.
Concludo dicendo che variare i sapori in tavola per me è estremamente gratificante. Questa che vi ho proposto è una soluzione semplice e veloce, di quelle che possono salvare un pranzo dell'ultimo minuto, senza bisogno di ricadere nel solito piatto di pasta al pomodoro. Provare per credere!

venerdì 14 marzo 2014

Tutuorial: come legare le fascine di salice

fascine di salice


Eccolo qui, come promesso, il tutorial per legare le fascine!
Ora che avete letto la mia "piccola guida alla potatura del salice" siete pronti per lo step successivo. Allora partiamo!

tutorial_legare il salice

1. Preparare un bel mazzetto (con rami dello stesso diametro e lunghezza) e pareggiare bene la base. Prendere uno dei rami ed inserirlo nel mazzo dividendolo a metà, facendone spuntare solo l'estremità finale (la parte grossa!), mantenendo il mazzo ben stretto con l'altra mano.

2 e 3. Avvolgere il mazzo con la parte lunga del ramo avendo l'accortezza di passare una volta a monte e una volta a valle del "picciolo" che abbiamo lasciato spuntare. 

4. Arrotolare ora il ramo attorno al picciolo stesso. Due o tre giri sono più che sufficienti.

5. Fermare la punta del ramo al di sotto della legatura. Se la fascina è molto alta, ripetere l'operazione anche in cima (come nella prima foto), per evitare che i rami "sbananino" in giro! ;)

Fine!
Troppo semplice, vero?

Il risultato è garantito: fascine ben legate e ordinate!

legature



domenica 9 marzo 2014

Cambio look!

Sto mettendo pian piano mano alla grafica del blog.
Vado per gradi perché non sono esperta, e non so ancora se il cambiamento che ho fatto finora sarà quello definitivo. Diciamo che per adesso il risultato mi soddisfa.
Quando avrò di nuovo un po' di tempo e capirò come si fa, vorrei mettere mano anche alla barra laterale e darle un aspetto un po' più gradevole, e allora vedrete ricomparire anche un po' di colore.

Voi che ne dite? Vi piace?
E' importante per me sapere cosa ne pensate!

Piccola nota:
La foto che ho scelto è stata scattata da me lo scorso novembre, in un parco non lontano da casa. Quando ho visto quel fungo dalle forme e dai colori spettacolari non ho saputo resistere! 
Forse non è la foto più significativa per il mio blog, e per questo può darsi che non sarà quella definitiva. Eppure allo stesso tempo è da qui che vorrei trarre la mia ispirazione:
la bellezza della natura nelle sue forme più semplici. 

venerdì 7 marzo 2014

Piccola guida alla potatura del salice

potare il salice
Foto: Alberto Rabitti

La stagione della potatura del salice è agli sgoccioli, questi ormai sono gli ultimi giorni per chi vuole andare a caccia di materiale da intreccio, perchè tra non molto anche i salici cominceranno a mettere le prime foglie e a quel punto non si potranno più tagliare senza fare danno alla pianta.

Così ho pensato di mettere online una piccola guida alla potatura e un tutorial per legare le fascine una volta raccolto.

Prima però vorrei fare una premessa. Forse non tutti lo sanno, ma la gran parte dei cesti che troviamo nei negozi non sono affatto intrecciati con rami (nè di salice nè di altre essenze) bensì con il midollino, una fibra che viene ricavata dalla trafilatura del ratan che è una pianta coltivata nel sudest asiatico. Si tratta di coltivazioni che di ecologico non hanno niente, senza contare il viaggio che il materiale deve fare per arrivare fino a noi.
Chi si accosta per la prima volta all'intreccio potrebbe pensare che il midollino sia molto comodo, ma ci sono almeno altri due buoni motivi per evitare di sceglierlo al posto dei rami di salice (di olmo, di sanguinello, di ulivo, di gelso, ...).
Apparentemente sembrerebbe un materiale dalle caratteristiche eccezionali, perché è bianco, molto regolare e non richiede la fatica di una giornata di potatura. Un cestino in midollino è sempre "perfetto" proprio perché il materiale è trafilato, ma allo stesso tempo è completamente privo di carattere, di storia, di fascino. E' in qualche modo un prodotto industriale. E qui viene il secondo motivo per evitarlo. Spesso durante i corsi di cesteria le persone mi chiedono se quei cesti vengono fatti a macchina. In effetti la sensazione è quella: un oggetto perfetto, preciso, realizzato in mille copie tutte identiche. Eppure non è così, non esistono macchine per intrecciare i cesti. Tutti quelli che vediamo nei negozi sono intrecciati a mano, e hanno prezzi irrisori grazie allo sfruttamento di manodopera a basso costo.
Con questo non voglio dire che non dobbiate più comprare cestini nei negozi. I cesti fatti dagli artigiani costano molto perché la loro realizzazione richiede molto tempo, preparazione e fatica. Credo però che sia giusto che ciascuno di noi conosca ciò che acquista, così da poter fare le proprie scelte in modo consapevole.

Ma torniamo ai materiali:
fino a non molti anni fa il materiale da intreccio per eccellenza era il salice.
Nelle nostre campagne si trovano ancora file di alberi lungo i canali e ai margini dei campi. Il salice infatti si usava anche per legare la vigna, ma oggi in molti preferiscono usare la plastica. La pianta del salice però, una volta capitozzata, va potata tutti gli anni per rimanere bella per cui, anche se il materiale ricavato dalla potatura non si usa più, il lavoro viene fatto lo stesso. Se volete procurarvi del buon materiale sappiate quindi che nella maggior parte dei casi i proprietari saranno ben contenti di concedervi l'uso di qualche pianta, a patto di tenerla ben potata.

Ecco quindi le regole fondamentali di buona educazione per la potatura:

1. Chiedere il permesso al proprietario prima di tagliare anche solo pochi rami (sembra un'ovvietà, ma vi assicuro che non lo è, e che il mondo è pieno di gente che gira con le cesoie e tagliuzza in qua e là!)
2. Quando si pota un salice va potato COMPLETAMENTE, come vedete nella prima foto, e come spiegato qui di seguito. Se questa cosa non viene fatta, l'anno successivo la pianta sarà rovinata.
3. Tutto il materiale tagliato, anche quello non adatto all'intreccio, deve essere portato via, e non abbandonato per terra (anche questo sembra scontato, vero? Eppure!)

Detto ciò, qualche consiglio in più:

Foto: Joan Farrè

- la potatura va effettuata durante il riposo vegetativo (quando non ci sono le foglie)


- alcuni contadini sostengono che la potatura vada fatta in luna calante (non prendetela male, ma noi siamo scettici per definizione, e non avendo trovato nessun riscontro scientifico  non seguiamo le lune)

- i rami da tagliare sono quelli dell'anno, ovvero tutti quelli dalla corteccia liscia e colorata (a seconda della varietà il colore cambia). Sembra tanto, ma vedrete che durante la primavera tutta la chioma ricrescerà: il salice è una pianta molto forte. Inoltre se lasciamo indietro dei rami, l'anno successivo non saranno più adatti all'intreccio. Una pianta che non viene potata tenderà a riprendere la sua forma selvatica, generando branche corte, tozze e molto ramificate. Le piante da intreccio devono invece avere rami lunghi, regolari e senza troppe ramificazioni.

- i rami, dopo essere stati tagliati, vanno selezionati: si dividono per lunghezza e diametro. Di solito le due cose vanno in proporzione. Questo facilita il lavoro successivo di intreccio.


Bene, questo è tutto.
Nei prossimi giorni pubblicherò anche il tutorial per legare le fascine.
Qui trovate anche il tutorial per legare le fascine.
Buona potatura!

sabato 1 marzo 2014

Di semine e lievitazioni

Ho fatto il panettone fuori stagione?

pane con casta madre_lievitazione

No, è solo il mio pane, che a causa di una serie di marachelle è uscito molto più liquido di quanto avrebbe dovuto, e quindi ha finito per essere cotto nello stampo da torta!
Bisogna dire però che a discapito della consistenza dell'impasto, la lievitazione è andata alla grande!
Guardate che alveolatura!

pane con casta madre_alveolatura
Sono tanto tanto fiera del mio pane. In barba a chi sostiene che il pane lievitato con la pasta madre non viene bene come quello del fornaio. Questo è buono, sano, autoprodotto, naturale, semintegrale e bello! XD

pane con casta madre_dettaglio
In questi giorni di assenza dal blog qui nella nostra casina verde sono successe tante cose. La primavera sta arrivando, le prime semine nell'orto sono state fatte (agli, cipolle, piselli, spinaci, bietole, prezzemoli, ...) e anche il semenzaio è pronto e comincia a mostrare i primi germoglietti!
Ma quello che più mi da soddisfazione è vedere che anche i miei cedri sono spuntati, e si difendono bene!! (parlo del frutto, eh! non della conifera!)
Nota: dietro potete scorgere pomodori, peperoncini e basilici 

cedri germogliati
Allora ecco un suggerimento per chi volesse cimentarsi: quando semino alberi da frutto tendo a usare, come vasi, delle bottiglie di plastica tagliate in cima. Un po' per il mio senso del riciclo, ma soprattutto perché così ottengo dei vasetti molto più alti, che sono l'ideale per le piante con radice fittonante. In questo modo il fittone non si arrotola su se stesso, sul fondo del vaso. Le piante sono più contente, e l'ambiente anche!

E voi avete mai provato a far germogliare i semi della frutta?

Svelato il mistero del mini quilt, e Liebster Award

Lo so, sono sparita per un sacco di tempo, e vi ho lasciati a bocca asciutta sul mistero del mio mini quilt di recupero!
Sorry! Ho avuto la testa altrove e non sono riuscita a scrivere niente, anche se nella mia testa ho preparato un sacco di cose... Cercherò di rimediare nei prossimi giorni!

Ma cominciamo con le cose lasciate in sospeso. Allora, innanzitutto mi ha divertita leggere le vostre supposizioni. Nessuno ha indovinato, ma qualcuno ci è andato molto vicino (non potevo dubitare della fantasia di Giovi!!): la stoffa che ho usato per il mio lavoro veniva da dei vecchi calzini spaiati :)
Ne ho una gran mucchia, ma quelli lì me li stavo pregustando da un sacco di tempo! Per fortuna che ho resistito tutte le volte che ho avuto l'impulso di sbarazzarmene! (Non me ne vogliano le sostenitrici del decluttering... io sono un caso disperato!)

E già che ci sono approfitto per raccontarvi del Liebster Award, un premio che ho ricevuto qualche giorno fa. E' strano averne ricevuto uno, mi fa quasi pensare di scrivere un blog vero! ;)
Il premio arriva, inaspettato ma molto gradito, dalla grande Koko di Ordinata-Mente, un blog che dovrei seguire un po' più alla lettera perchè, come si intuisce dal nome, è pieno di ottimi consigli e strategie per tenere in ordine la casa e non solo!

Ecco le regole del "Liebster Award":
- Ringraziare e rilinkare il blogger che ha presentato la candidatura;
- Rispondere alle 10 domande poste da chi mi ha nominato;
- Nominare altri 10 blog con meno di 200 followers;
- Proporre ai miei candidati 10 domande;
- Andare sui singoli blog e comunicare loro la nomina.

Ed ecco qui le domande di Koko:

1. Che cosa c'è in questo momento sul tuo comodino?
Calzini di lana, elastici per capelli e forcine.... cominciamo bene!

2. Da piccola prendevi la paghetta?
Non proprio, ricordo che mi veniva dato qualcosa per le mie piccole spese, ma non era una cifra fissa. In ogni caso mi faceva sentire molto responsabile.

3. Dove eri l'ultima volta che hai dormito fuori casa?
A casa di amici, a Orbetello (ciao cari!). Un secolo fa!

4. Preferisci la vasca da bagno o la doccia?
La doccia, perchè è più veloce e mi permette di usare meno acqua. Però un bel bagno ogni tanto non lo disdegnerei, se non avessi una di quelle vasche minuscole con il gradino!

5. Ti arrabbi facilmente?
No, direi che mi arrabbio troppo poco piuttosto. Ma ci sto lavorando su.

6. Chi è la prima persona che vedi la mattina quando ti svegli?
Enrico

7. Nella vita reale hai un soprannome?
Qualche nomignolo più che altro: Lu, Luce, Lucy.
Ma in passato qualche soprannome me lo ero guadagnato: CorriCorri, Ceci, Pulce. O almeno questi sono quelli che conosco! Chissà se ho qualche soprannome segreto!

8. Cosa vorresti fare "da grande"?
Me lo chiedo spesso, soprattutto in questo periodo della mia vita. Diciamo che anche su questo ci sto lavorando!

9. Qual è o qual è stato il tuo telefilm preferito?
The Mentalist e più di recente Person of Interest

10. Pratichi uno sport? Quale?
Vangare l'orto vale? :)


Ed ecco invece le domande per i miei candidati:

1. Cane o gatto?
2. Qual è il paese più lontano nel quale hai poggiato piede?
3. Che genere di musica ascolti? Hai un gruppo preferito?
4. Quale è stata la tua più eclatante marachella da bambino/a?
5. Qual è il tuo dolce preferito?
6. Quanti alberi riconosci e sai chiamare per nome? Quali?
7. Soffri di più il caldo o il freddo?
8. Ti piace ballare?
9. Borsa piccola con l'essenziale o borsa in stile Mary Poppins?
10. Quale materia preferivi ai tempi della scuola?

E infine l'elenco dei blog che seguo e che intendo nominare:

A gentle touch
Ai piedi del carrubo
Corsi di Cucito
Enjoy Life
Ho fatto il composto
Il Quaderno di Pigrina
LeChiccheDellaChecca
Radure
Tine The Lazy
Voglio il mondo a colori

Sono curiosa di venire a leggere le vostre risposte!!
(se avete più di 200 followers non abbiatene a male, quando non trovo il gadget di google non so come si fa a capirlo. Qualcuno lo sa?)

Wow, tutto fatto.
Buonanotte!