giovedì 22 maggio 2014

Borsa intrecciata

Signore e signori, vi presento la mia prima borsa intrecciata!!
borsa intrecciata

Scusate tutto questo entusiasmo, ma non sapete da quanto tempo la sognavo!
Eppure, chissà perché, finora era rimasta sulla lista delle cose da fare senza che trovassi mai il tempo per dedicarmici.

Non esagero se dico che la base per questa borsa era già pronta più di un anno fa. Abbandonata a se stessa per lunghi mesi, l'ho ripresa all'inizio di aprile, utilizzando il materiale che avevo bollito e pazientemente sbucciato durante l'inverno, accanto alla stufa. Ma anche questa volta altri impegni si sono inseriti a forza e non ho potuto terminare il lavoro. I rami si sono seccati e ho accantonato il lavoro per un altro mesetto.
Nel frattempo mi chiedevo quale potesse essere il modo migliore per riprendere l'intreccio lasciato a metà, ovvero come ammollare un cesto di una certa dimensione per poter proseguire l'intreccio senza danni. E pian piano nella mia mente si affacciava un'idea gustosa... portarlo al fiume!

L'idea ha funzionato alla grande. In primo luogo perché il pensiero di spendere una giornata in riva al fiume a intrecciare mi ha dato quella spinta in più che mi serviva per trovare il coraggio di riprendere in mano il lavoro, ma soprattutto perché ho potuto tuffare il cesto direttamente in acqua e tenercelo fino a che è tornato elastico e flessibile, senza bisogno di trovare un grande contenitore dove immergerlo. Ho passato un paio di splendide ore da sola nella tranquillità più totale, accompagnata dallo scroscio dell'acqua, sotto un gradevole sole intervallato da qualche nuvola, avendo sempre a disposizione l'acqua per bagnare i rami. E vien da sé che chiudere il lavoro è stato più facile e piacevole del previsto.

borsa vimini
L'intreccio con i rami pelati è impegnativo, ma ripaga infinitamente per la precisione e la finezza del risultato. Inoltre permette di giocare molto bene con i colori.
Per questa borsa ho usato salice bollito (che ha una tonalità rosata) e salice al naturale, aggiungendo una riga di salice pelato da fresco, per dare contrasto. Vedete che differenza di colore? Quello pelato fresco è bianchissimo!
La chiusura è estremamente semplice, anche se a guardarla non sembra. E' quasi la stessa che insegno ai corsi per principianti, ma realizzata con i rami doppi.

Al tutto ho aggiunto una tracolla riciclata da una vecchia (e brutta) cintura. Prima o poi la sostituirò, ma avevo troppa voglia di cominciare ad utilizzarla!
Poi, quando sarà il momento, le regalerò una bella fodera. Per vederla dovrete aspettare, però, perché prevedo un periodo di fatiche intense, e questo progetto slitterà subito in fondo alla lista!

borsa vimini_dettaglioE anche per oggi è tutto!
Buoni intrecci a tutti voi!
Linky Party C'e' Crisi

venerdì 16 maggio 2014

Il cesto polacco

Come al solito prometto un post sul cucito e invece mi ripresento con uno sulla cesteria!

Che volete farci, son fatta così! Il vento della creatività soffia in tante direzioni, e non puoi mai sapere da che parte girerà domani. L'unica cosa che puoi fare è issare le vele quando lo senti arrivare e stringerlo perché la sua forza ti porti a destinazione. Non importa se andrai di bolina, di poppa o di traverso, ciò che conta è che navigherai.

Quindi, a sorpresa, eccomi qui con l'ultimo arrivo intrecciato.

cesto polacco

Questo è un modello che volevo realizzare da tantissimo tempo! La prima volta che ne ho visto uno simile ero alla straordinaria fiera di Salt, in Spagna. Il cesto era stato realizzato da abili mani danesi ma, come ho scoperto in seguito, il modello origina dalla Polonia.
E' un bel cesto robusto e capiente. Mi dicono che potrebbe essere molto comodo per andare a funghi! E io che mi stavo scervellando per capire com'è fatto il cesto da funghi ideale... senza saperlo ce l'avevo già in mente! (ecco, adesso che ho realizzato il concetto non posso più esimermi, ne devo intrecciare un'altro e lo devo consegnare: ogni promessa è debito!)

E' realizzato interamente in rami di salice, con un motivo a zigzag e la chiusura reciproca che termina con il manico ricavato da un ramo di castagno. Dopo averlo chiuso posso ufficialmente dire che sembra più complesso di quel che è. Intrecciarlo è stato piacevolissimo!
La cosa più bella di questo lavoro, però, è il contesto in cui l'ho realizzato: una piccola fiera organizzata dalla scuola steineriana di Bologna, su un prato fresco, sotto un bel cielo di sole e nuvole, immersi nella musica e nelle danze popolari.
E' stata una domenica rilassante e piacevole! In questo periodo di grande stress, ammetto che mi ci voleva!
Linky Party C'e' Crisi

giovedì 1 maggio 2014

Taglio e Cucito: l'inizio di una passione

Ormai lo sapete: da quasi due anni frequento un corso di taglio e cucito.
L'ho scoperto per caso, mentre cercavo una scuola di yoga che poi non ho frequentato! ;)

taglio e cucito_stoffa
Cosa ho realizzato con questo bel tessuto? Lo scoprirete presto!

La passione per il cucito è nata diversi anni fa quando, curiosando sul web, ho scoperto diverse blogger (soprattutto straniere per la verità!) che cucivano abiti per sé o per i propri figlioli.
A quel tempo lavoravo già a maglia e l'idea di ampliare il mio parco giochi mi solleticava. Ricordo che ero rimasta sconcertata dal mondo del quilting, e che quello che più mi piaceva era il modo che queste straordinarie persone avevano di abbinare stoffe e colori come se fossero la tavolozza di un pittore.

I primi tentativi di cucito creativo li ho realizzati a mano, perché ancora non avevo gli strumenti.
Poi, grande regalo della nonna, è arrivata la vecchia Singer! Doppia difficoltà (e quindi per me doppio divertimento!): imparare a cucire a macchina, e imparare ad azionarla con il pedale. Il tutto senza manuale, ovviamente, perchè la macchina è del 1943!
Ma alla fine non c'è voluto molto per impadronirsi della tecnica. Volere è potere, no?
Da lì in avanti ho sperimentato tanto, fatto pasticci, migliorato un po' alla volta. Dopo la Singer non sono più riuscita a smettere con le macchine a pedale, per cui ne ho adottata un'altra (che poi è quella che uso attualmente, in attesa di convertirmi "finalmente" a quella elettrica, se non altro per avere a disposizione lo ZIGZAG!).

Il mio obiettivo dal primo momento era quello di imparare a cucire vestiti. Per questo ho chiesto aiuto alla mia vicina di casa di allora, che mi ha insegnato a realizzare un capo a partire dal cartamodello.
Quello che ho scoperto da quella prima esperienza è stato che cucire non mi bastava. Non mi piaceva comprare le riviste con i cartamodelli perché mediamente all'interno trovavo un modello interessante su dieci. No, io volevo imparare a disegnare i cartamodelli da sola!

Taglio e Cucito
Ancora all'opera. A breve saprete cosa stavo combinando qui!


Ed ecco che ho incontrato questo corso, e che ho scoperto un mondo completamente sconosciuto e affascinante. La sintesi di quasi tutte le cose che mi sono sempre piaciute: geometria e disegno tecnico; fantasia e capacità di astrazione, manualità e senso artistico. Creare un cartamodello base è come disegnare il corpo umano in due dimensioni e, con le dovute piegature, trasformarlo in qualcosa di tridimensionale. E' affascinante!

Non vedo l'ora che sia settembre per iniziare il terzo livello, la grande sfida: il pantalone!

E voi che mi leggete cosa ne pensate? Vi sembra strano? O magari anche voi, sotto sotto, state pensando di iscrivervi a un corso?