giovedì 17 dicembre 2015

Le foto di novembre

Si, lo so, sono tremendamente in ritardo per le foto di novembre, ma tant'è....

Il pane che cuoce nel forno... un profumo inebriante che dà subito felicità!
Pane

Non so perché ma nell'ultimo periodo ho avuto un momento di fermo totale. Qualcosa mi tratteneva dal panificare, mi mancava l'istinto, non so. Ma per fortuna il blocco si è dissolto, e sono tornata a mettere la mani in pasta!
E come sempre, io non ho mezzi termini, e ora ho voglia di preparare panini, biscotti, cracker, ciambelle, grissini, crostate, croissant, ..... evviva la pasta madre!!!!

Margherite... di Natale!
margherite a Natale

Ho comprato una pianta magica?? Una fioritura del genere non me l'aspettavo, non me l'ha regalata neanche a primavera! Beh, gente, altro che ciclamini ed erica sul balcone, quest'anno per Natale io ho le Margherite!!! XD


domenica 22 novembre 2015

Cestino quadrato in carta di giornale. Le mie riflessioni sulla tecnica

Cestino in carta di giornale

Tornano le giornate fredde d'autunno e torna la voglia di sperimentare tecniche nuove.

Oggi voglio condividere con voi non solo la mia ultima creazione, ma anche qualche riflessione assolutamente personale sulla tecnica dell'intreccio con la carta di giornale.

Era un bel po di tempo che mi frullava per la testa di provare ad applicarmi a questa tecnica per un sacco di ragioni:
  • Perché è un lavoro di riciclo creativo
  • Perché i cesti in carta sono belli da vedere
  • Perché sembra una tecnica abbastanza semplice
  • Perché sembra un lavoretto che richiede poco tempo
  • Perché non devi trovare, tagliare, stoccare, ammollare e gestire i rami
  • Perché il lavoro può essere lasciato a metà senza conseguenze e ripreso al momento opportuno
L'occasione per sperimentare questa tecnica per me nuova arriva da un momento di follia ordina-spostalecoseincasa tipica del moroso, con conseguente svuotamento di uno spazio nella libreria, che mi sembrava sacrosanto riempire!
Senza contare che l'ambiente in questione è tutto arredato sui toni del grigio e  in un contesto simile un cesto in carta di giornale al naturale si sposa molto bene.
Quindi mi son messa al lavoro e pian piano, lavorando poco tempo ogni giorno, ho raggiunto il mio scopo.

Cesto quadrato in carta di giornale


Devo ammettere che l'intreccio in carta di giornale ha diversi vantaggi rispetto all'intreccio tradizionale e ho visto sul web un sacco di lavori straordinari realizzati con questa tecnica. Intreccio Quotidiano, Bilibì e Carta e Oltre, per esempio, sono dei fantastici blog italiani pieni di bei lavori, ma ce ne sono anche tantissimi altri, italiani e stranieri, artisti in grado di sfruttare la carta in tutte le sue potenzialità.
Per quanto riguarda me tuttavia, ho finito per concludere che non è la mia tecnica, per una serie di motivi.

1. Procurarsi il materiale
E' vero, la carta è comoda. Tutti noi ne abbiamo in casa in quantità e non dobbiamo fare neanche un metro per procurarci la materia prima. Ma, per quanto faticoso, io amo le giornate di potatura. Il freddo dell'inverno contrastato dal sole di mezzogiorno. L'aria fresca sul viso, il panorama, immergersi tra i fitti rami colorati dei salici! Durante l'inverno tendiamo a stare chiusi in casa, ma nelle giornate di sole stare all'aria aperta è un toccasana, un'occasione per liberare la mente, lasciare a casa le scartoffie e concentrarsi solo sui colori della stagione.
Stare a un tavolo a tagliare e arrotolare strisce di carta non è un gran divertimento, devo essere sincera. E' lungo e tedioso. Sempre uguale. Senza parlare delle mani nere dell'inchiostro di giornale che tanto bene non fa (ok, potevo anche usare dei guanti!)
Tanto di cappello a chi riesce a "bacchettare" con passione!

Salici2. La consistenza del cesto
Qui forse dipende dalla mia poca esperienza. Ho provato ad arrotolare bacchette più "rigide" ma mi risultavano troppo grosse e poco flessibili, quindi ho optato per bacchette più "leggere", arrotolate con meno carta (in pratica usando strisce più sottili) e ho ottenuto bacchette lunghe, snelle e flessibili, all'apparenza perfette.
Ma una volta terminato l'intreccio e tolta la dima il risultato è stato un cesto fragilino, che potrei distruggere con una leggera pressione. Non mi piace, Non mi sembra solido né durevole. Ne deduco che avrei fatto meglio a usare delle bacchette più rigide.
Il vantaggio dei rami è che, per quanto sottili siano, sono pur sempre legno, e del legno mantengono le proprietà: leggerezza, robustezza, piacere al tatto.

3. Le rifiniture
Il bello delle chiusure in vimini è che i rami di salice sono flessibili ma elastici al tempo stesso. Se curvati mantengono la forma, ma possiedono anche un effetto "molla" che può essere sfruttato se si comprendono le tensioni. Si ottengono torciglioni, trecce e motivi "tirando" i rami e incastrandoli sfruttando l'attrito fra di loro. Questo permette di rifinire i cesti in maniera robusta oltre che elegante.
La carta non si curva, non mantiene la forma, non permette "giochi" di archi o di tensioni. Non si può sfruttare l'attrito per chiudere l'ultima bacchetta sotto le altre, tenderà sempre a scivolare via. Per far stare la carta al suo posto l'unica idea che mi è venuta in mente è la colla. Funzionale, ma un po' "banale".

Cestino in carta di giornale_in lavorazione
4. La varietà del materiale.
Le bacchette di carta sono tutte uguali. Hanno lo stesso spessore, la stessa lunghezza, sono regolari (non hanno una parte più grossa e una più sottile). Questo è molto comodo e permette lavori di grande effetto perché tutti precisi. 
Il salice al contrario è un materiale preso direttamente dalla pianta, e per questo naturalmente irregolare. Vi sono rami grossi, rami sottili, rami finissimi. C'è sempre una punta e una coda. E' più difficile ottenere un lavoro preciso e omogeneo, ma in compenso sono dotati di una infinita varietà di sfaccettature.
Per esempio si possono usare all'interno della stessa opera rami grossi tagliati a metà, rami sottili, rifiniture fatte di torciglioni di rami sottilissimi. Chi più ne ha più ne metta. La fantasia è costantemente stimolata. E' qualcosa di cui io sento profondamente bisogno.


Ecco, penso di aver detto tutto. La mia conclusione quindi è che continuerò per la mia strada. Mi concederò di provare ancora, magari con progetti mirati e cercando di migliorare laddove ho sbagliato.
Ma il salice, l'olmo, la vitalba, il sanguinello, l'ulivo, il nocciolo, la canna, .... rimarranno i sovrani del mio cuore!

Non me ne vogliano gli appassionati del settore. Vi ammiro tantissimo, siete in grado di fare cose straordinarie! Ma non è per me.

Buon lavoro a tutti!!

domenica 15 novembre 2015

Nuove tecniche: il cestino alla francese

Cestino alla francese_ombra

Quando ho terminato il mio cesto ovale vi avevo raccontato che gli avanzi mi erano serviti per realizzare altri cestini più piccoli. Bene, uno di questi è stato anche l'occasione per sperimentare nuove tecniche!
Quanto mi piace imparare cose nuove.... mi ritengo una persona abbastanza testarda, quando vedo una cosa bella voglio subito imparare a farla da me, e non mi arrendo finchè non ci sono riuscita.
Se c'è una cosa che ho imparato da E. è che non esistono cose che non possiamo fare. Magari serve molto allenamento, magari bisogna studiare e faticare, magari ci vuole tempo, ma se davvero una cosa si vuole fare, allora si può.

Io sono tendenzialmente autodidatta. O meglio, mi piace imparare i fondamenti delle discipline da qualcuno di esperto, in modo da non commettere errori grossolani, ma dopo mi appassiono nello sperimentare, cercare, imparare cose nuove, applicare tecniche tradizionali a opere innovative e copiare copiare copiare.

Cestino alla francese

La tecnica che ho sperimentato con questo cestino non so neppure se ha un nome. So solamente che l'ho vista applicare più volte da intrecciatori francesi, per questo l'ho ribattezzata "tecnica alla francese", ma non prendetelo per un dato di fatto. Anzi, se qualche cestaio più esperto di me capitasse di qua mi farebbe un gran piacere se mi desse qualche informazione più "ufficiale".

Comunque il concetto è semplice: stravolgere completamente la base del cesto tradizionale nostrano (formato da una struttura a sole e una tessitura che si avvolge intorno ai raggi) creando invece una successione di rami paralleli tenuti insieme da legature. Meraviglioso!

Cestino alla francese_base


Cestino alla francese_fianco
La cosa più difficile per me è stata capire come attaccare i montanti ad una struttura di base simile. Non so come sia la tecnica originale, ma ho scoperto che allo scopo funziona perfettamente una tecnica che ho imparato dalla cesteria in carta di giornale.
Ecco una immagine che spiega bene come fare. Santo sia Pinterest e chi l'ha inventato!
(il sito dove trovate il tutorial completo non è in italiano, ma le immagini sono chiarissime)


E con un po' di pazienza, anche questo cestino è finito. Piccolo, stortino e sgraziato. Ma che soddisfazione!

Ora rimane il dilemma. Con una dimensione così piccina e una forma tanto strana, che uso trovargli? Beh, come porta tè non è male! Anche se il micio è perplesso...!

Micio e cestino


giovedì 5 novembre 2015

Porta-smartphone di ritagli

Hey folks!
Rieccomi qui, questa volta a mostrarvi un lavoretto di cucito.

Porta-smartphone di ritagli


In verità nelle ultime settimane, per quanto assente dal blog, mi sono data piuttosto da fare e di cosette ne ho fatte! Ma lo sapete anche voi che talvolta se si trova il tempo per creare non si trova quello per scrivere, e così...
Comunque non temete, ho intenzione di mostrarvi tutto, un po' alla volta. Dalle creazioni più serie a quelle più.... giocose!
Andiamo con ordine dunque, e iniziamo dal mio nuovo porta-smartphone.

Voi non immaginate quanto mi sia dispiaciuto, ma dopo anni (pochi!!!) di impeccabile servizio ho dovuto arrendermi all'idea di cambiare il telefono. Vi assicuro che non è stato un bel colpo, è durato troppo poco per i miei standard. Non so voi, ma io non riesco ad far pace con la legge della rapida obsolescenza della tecnologia, è qualcosa che mi urta i nervi. Non solo per i soldi che ci tocca spendere per tenere il passo, ma soprattutto per la montagna di rifiuti così difficili da smaltire che produciamo ogni giorno... e che troppo spesso non siamo consapevoli di produrre.
Che dire? L'unica cosa che posso fare è cercare di farmelo durare il più a lungo possibile.
Di buono c'è che mi affeziono facilmente, e sono già innamorata di quello nuovo!! ;)

Ovviamente va da sé che il telefono nuovo richieda una nuova custodia, perché quella vecchia ormai è troppo piccina.
E così ho finalmente avuto la scusa per mettere mano all'ultimo grande tesoro entrato in casa: un intero campionario di tessuti (firmati!) ricevuti in dono dalla meravigliosa I (grazie grazie grazie!!!!)

Porta-smartphone_Campionario


Quindi ho scelto un paio di colori, e via alla macchina da cucire!
Il procedimento è molto semplice e somiglia in tutto e per tutto a quello che ho già illustrato in questo tutorial, con la sola differenza che la tasca questa volta ha l'apertura sul lato lungo anzichè su quello corto.

Porta smartphone_ritagli assemblati

Ho rifinito i bordi dei miei"strati" con lo zigzag perché non sfilassero. L'ideale sarebbe stato farlo con la tagliacuci, ma non era ancora entrata in casa (ora c'è, ma è solo in affido temporaneo per gentile concessione di M. Comunque nel frattempo ne sto facendo buon uso!!)

Et voilà, ecco pronta la nuova casina per il telefono! Un fiore giallo come un raggio di sole in previsione del cupo inverno.
Mi sono proprio divertita! Vi piace?

Porta smartphone

martedì 6 ottobre 2015

Cesto ovale

Ecco l'ultimo frutto delle mie fatiche
Cesto ovale


Un'altra settimana è passata e io sto mantenendo il mio impegno!
Dopo mesi di fermo ero un po' preoccupata di aver perso la mano, ma quando mi sono rimessa al lavoro ho ritrovato tutto l'entusiasmo e ho scoperto che sono ancora in forma!
Questo lavoro è stato molto stimolante. Infatti di solito do il meglio di me sul piccolo, ma qui dovevo confrontarmi con delle misure ben precise. Il cesto è 25x43 cm, e per me si può già definire un cesto grande.
Il mio timore quando mi trovo davanti a un cesto grande è quello di non riuscire a gestire bene la forma, un po' perchè non riesco a tenerlo tutto in mano, e un po' per paura di non riuscire a piegare correttamente i rami che sono ovviamente più grossi di quelli a cui sono abituata. Ma alla fine ci sono riuscita, e sono anche molto soddisfatta del controllo che ho mantenuto sulla forma! Ogni volta mi stupisco, perchè volere è potere.

Cesto in lavorazione
In più vi rivelo che ho una particolare predilezione per i cesti a base ovale. Mi piacciono e mi piace intrecciarli. Sono più complessi, richiedono alcuni accorgimenti in più. Il fondo tende a torcersi durante il lavoro come se avesse una volontà propria, e va costantemente "convinto" a tornare al suo posto. Ma proprio perchè è più difficile finisce sempre per darmi maggiore soddisfazione.
Ho scelto di realizzare le pareti con un intreccio corale doppio, che è una tecnica molto semplice ma che permette di salire molto in fretta. Mi piace il disegno finale che si ottiene e la trovo molto comoda per velocizzare il lavoro.

Insomma, alla fine devo ammettere che realizzare cesti di grandi dimensioni ha un sacco di lati positivi! Non ultimo il fatto che con i ritagli di materiale avanzato si può tranquillamente realizzare qualche lavoretto più piccolo, cosa che ho subito fatto, ovviamente! Due creaturine che vi mostrerò nei prossimi giorni!

Edit:
Il cesto ovale è giunto a destinazione. La bellissima Fragola sembra apprezzare!
Fragola acciambellata

Fragola nel cesto

domenica 27 settembre 2015

Panini stuzzichini con semini (e pasta madre)

Da cosa si capisce che è arrivato l'autunno? Ma dal fatto che la sottoscritta ha riacceso il forno!!
panini stuzzichini con semini

Dopo mesi di caldo e inattività la mia pasta madre era diventata arcistufa a forza di andare avanti di rinfreschi fini a se stessi e piadine. Mi guardava dal suo vasetto, con gli occhioni, e mi chiedeva di fare del pane!
E allora mi son lasciata prendere la mano e ho approfittato dell'accensione del forno anche per togliermi una piccola soddisfazione: lavorando da casa mi trovo spesso con la voglia di spizzicare qualcosa di buono, veloce e salato, ma il più delle volte in dispensa non ho niente che mi soddisfi. 
Quindi, vista la mia voglia di panificare rinvigorita dall'arrivo del fresco, ho deciso di lanciarmi su nuove sperimentazioni spezzafame
Questa, la cui ricetta arriva da ComidaDeMama, mi è piaciuta particolarmente perché mi ha dato la possibilità di mettermi alla prova con tecniche nuove. In più questi bei panini in stile pretzel sono stati molto apprezzati in casa.... ;) 

panini pretzel

Ok, non sono belli come gli originali, ma sono comunque un'ottima soluzione per i miei momenti di fame, e poi sono morbidi morbidi e soprattutto buonissimi!!
Altre sperimentazioni seguiranno!

E autunno sia!

domenica 13 settembre 2015

Piccola cornucopia

Cornucopia con pastaRieccomi!
Sono ripartita, e ora la sfida è quella di non fermarsi!

Non è un caso se questo blog ricomincia proprio adesso dopo mesi di fermo. E' settembre, e per me è un mese magico.
Quando il gran caldo comincia a spegnersi, le giornate ad accorciarsi e i colori della natura a farsi più vividi, io sento l'energia vitale che deriva da un nuovo inizio. Chissà, forse è uno strascico dei tempi della scuola, quando settembre rappresentava l'inizio dell'anno molto più che gennaio.
Fatto sta che questo è il periodo dell'anno in cui nella testa mi si accendono mille lampadine e d'improvviso ho voglia di tirare fuori dall'armadio tutti i miei materiali creativi.

Ed ecco il primo lavoro dopo tanto tempo!
Una piccola cornucopia, realizzata tra un ammollo e l'altro, raccogliendo il materiale fresco man mano che mi serviva.
I rami che ho usato sono quelli dell'olmo, che io amo tantissimo.
L'olmo non ritira quanto il salice, ma avendolo usato fresco mi aspetto comunque che l'intreccio balli un po', una volta che sarà asciugato. Non tanto da pregiudicare il lavoro però.

Cornucopia in viminiPoi, una volta finita, non ho saputo resistere all'idea di riempirla, ma in casa non avevo nulla di adatto perciò... Non è carina la pasta? A me piace tanto! :)

E intanto il materiale in ammollo si prepara per i prossimi lavori e io provo di nuovo l'emozione di vedere le mie piccole opere nascere un po' alla volta tra le mie mani.

giovedì 10 settembre 2015

Ripartire

cicoria del buongiorno
Manco sul blog da troppo tempo ormai.
In questi mesi la mia vita è cambiata così tanto da non essere neppure in grado di spiegarlo. Nel bene e nel male. Sono passata attraverso dolore e felicità. Sono cresciuta molto e ho ritrovato una parte di me bambina.
E' stato un periodo dedicato a ricostruire. Tutto. E ancora di strada ne devo fare, tanta.
Ho dovuto affrontare tanti cambiamenti non desiderati e rinunciare a molte, troppe cose importanti.
Era da fare, e così è andata. Il buco lasciato dentro però è incolmabile. Quando cerco di spiegarlo difficilmente vengo compresa. Ciò che mi manca di più è l'utopia, il camminare incontro a un sogno.
Mi sento troppo fragile per questo mondo pragmatico.
Nel frattempo la sopravvivenza ha preso il sopravvento. Il superfluo è stato messo da parte. I sogni chiusi a chiave in un cassetto.
Ma questa non sono io.
Una alla volta ho abbandonato tutte le mie attività, le mie passioni. Al loro posto nuove esperienze, nuove emozioni, nuove sfide e nuovi traguardi. Tante cose belle, tante cose di cui avevo bisogno. Ogni cosa al momento giusto.
Ma non basta.
La mia esistenza, fatta di esperienze bizzarre e naif, la mia formazione, la mia natura stessa, tutto questo non cammina nella direzione in cui va il mondo. E io non posso, non riesco ad accontentarmi.
Tutte quelle che il mondo considera frivolezze per me sono vita stessa. Essenza. Aria. Posso accantonare la spinta creativa, ma non posso ucciderla. E lei, prepotente, torna fuori con violenza. Se non la incanalo attraverso le mie mani, lei comincia a spingere e lottare, mi fa male.
E' il mio modo di esprimere me stessa, di sentirmi una persona completa. Senza la creatività mi sento come un vuoto involucro abbandonato, inutile e triste.
Chi non l'ha dentro non capisce, è qualcosa che non può essere spiegato. Non si può andare contro la propria natura, non si può rinunciare. Più ci si prova e più si sta male.

Questo blog è nato quasi due anni fa per aiutarmi a prendere un impegno con me stessa, per avere uno stimolo e una spinta quando davanti a me non c'erano altri ostacoli che la mia pigrizia e la mia indolenza.
Ora che tutto è diverso, spero che questo blog mi aiuti a ricordare chi sono, a non abbandonare la parte più profonda di me. Come un diario dei miei progressi, spero che mi aiuterà a rimettermi in cammino, a riprendere i miei spazi e i miei sogni. Sono ancora pigra e indolente, ma questa volta il blog è una necessità. Sarà un pretesto per darmi da fare, per non mollare. Ho bisogno di creare come ho bisogno del vento, del sole, delle foglie degli alberi.
Scriverò meno, sarò meno costante, ma non importa, finché continuerò ad andare avanti.

La cicoria fiorita è un simbolo. E' un fiore che si apre solo al mattino presto, per poi chiudersi quando il sole comincia ad alzarsi nel cielo. E' un piccolo premio di cui può godere solo chi è mattiniero e allo stesso tempo sente l'importanza di uscire di casa e trovare il contatto con il giorno che inizia. La luce del mattino è speciale, chi riesce a goderne appieno è fortunato.
Il fiore azzurro della cicoria è un promemoria: la felicità è fatta di piccole cose, ma alcune di queste vanno conquistate.
Ecco.