domenica 22 novembre 2015

Cestino quadrato in carta di giornale. Le mie riflessioni sulla tecnica

Cestino in carta di giornale

Tornano le giornate fredde d'autunno e torna la voglia di sperimentare tecniche nuove.

Oggi voglio condividere con voi non solo la mia ultima creazione, ma anche qualche riflessione assolutamente personale sulla tecnica dell'intreccio con la carta di giornale.

Era un bel po di tempo che mi frullava per la testa di provare ad applicarmi a questa tecnica per un sacco di ragioni:
  • Perché è un lavoro di riciclo creativo
  • Perché i cesti in carta sono belli da vedere
  • Perché sembra una tecnica abbastanza semplice
  • Perché sembra un lavoretto che richiede poco tempo
  • Perché non devi trovare, tagliare, stoccare, ammollare e gestire i rami
  • Perché il lavoro può essere lasciato a metà senza conseguenze e ripreso al momento opportuno
L'occasione per sperimentare questa tecnica per me nuova arriva da un momento di follia ordina-spostalecoseincasa tipica del moroso, con conseguente svuotamento di uno spazio nella libreria, che mi sembrava sacrosanto riempire!
Senza contare che l'ambiente in questione è tutto arredato sui toni del grigio e  in un contesto simile un cesto in carta di giornale al naturale si sposa molto bene.
Quindi mi son messa al lavoro e pian piano, lavorando poco tempo ogni giorno, ho raggiunto il mio scopo.

Cesto quadrato in carta di giornale


Devo ammettere che l'intreccio in carta di giornale ha diversi vantaggi rispetto all'intreccio tradizionale e ho visto sul web un sacco di lavori straordinari realizzati con questa tecnica. Intreccio Quotidiano, Bilibì e Carta e Oltre, per esempio, sono dei fantastici blog italiani pieni di bei lavori, ma ce ne sono anche tantissimi altri, italiani e stranieri, artisti in grado di sfruttare la carta in tutte le sue potenzialità.
Per quanto riguarda me tuttavia, ho finito per concludere che non è la mia tecnica, per una serie di motivi.

1. Procurarsi il materiale
E' vero, la carta è comoda. Tutti noi ne abbiamo in casa in quantità e non dobbiamo fare neanche un metro per procurarci la materia prima. Ma, per quanto faticoso, io amo le giornate di potatura. Il freddo dell'inverno contrastato dal sole di mezzogiorno. L'aria fresca sul viso, il panorama, immergersi tra i fitti rami colorati dei salici! Durante l'inverno tendiamo a stare chiusi in casa, ma nelle giornate di sole stare all'aria aperta è un toccasana, un'occasione per liberare la mente, lasciare a casa le scartoffie e concentrarsi solo sui colori della stagione.
Stare a un tavolo a tagliare e arrotolare strisce di carta non è un gran divertimento, devo essere sincera. E' lungo e tedioso. Sempre uguale. Senza parlare delle mani nere dell'inchiostro di giornale che tanto bene non fa (ok, potevo anche usare dei guanti!)
Tanto di cappello a chi riesce a "bacchettare" con passione!

Salici2. La consistenza del cesto
Qui forse dipende dalla mia poca esperienza. Ho provato ad arrotolare bacchette più "rigide" ma mi risultavano troppo grosse e poco flessibili, quindi ho optato per bacchette più "leggere", arrotolate con meno carta (in pratica usando strisce più sottili) e ho ottenuto bacchette lunghe, snelle e flessibili, all'apparenza perfette.
Ma una volta terminato l'intreccio e tolta la dima il risultato è stato un cesto fragilino, che potrei distruggere con una leggera pressione. Non mi piace, Non mi sembra solido né durevole. Ne deduco che avrei fatto meglio a usare delle bacchette più rigide.
Il vantaggio dei rami è che, per quanto sottili siano, sono pur sempre legno, e del legno mantengono le proprietà: leggerezza, robustezza, piacere al tatto.

3. Le rifiniture
Il bello delle chiusure in vimini è che i rami di salice sono flessibili ma elastici al tempo stesso. Se curvati mantengono la forma, ma possiedono anche un effetto "molla" che può essere sfruttato se si comprendono le tensioni. Si ottengono torciglioni, trecce e motivi "tirando" i rami e incastrandoli sfruttando l'attrito fra di loro. Questo permette di rifinire i cesti in maniera robusta oltre che elegante.
La carta non si curva, non mantiene la forma, non permette "giochi" di archi o di tensioni. Non si può sfruttare l'attrito per chiudere l'ultima bacchetta sotto le altre, tenderà sempre a scivolare via. Per far stare la carta al suo posto l'unica idea che mi è venuta in mente è la colla. Funzionale, ma un po' "banale".

Cestino in carta di giornale_in lavorazione
4. La varietà del materiale.
Le bacchette di carta sono tutte uguali. Hanno lo stesso spessore, la stessa lunghezza, sono regolari (non hanno una parte più grossa e una più sottile). Questo è molto comodo e permette lavori di grande effetto perché tutti precisi. 
Il salice al contrario è un materiale preso direttamente dalla pianta, e per questo naturalmente irregolare. Vi sono rami grossi, rami sottili, rami finissimi. C'è sempre una punta e una coda. E' più difficile ottenere un lavoro preciso e omogeneo, ma in compenso sono dotati di una infinita varietà di sfaccettature.
Per esempio si possono usare all'interno della stessa opera rami grossi tagliati a metà, rami sottili, rifiniture fatte di torciglioni di rami sottilissimi. Chi più ne ha più ne metta. La fantasia è costantemente stimolata. E' qualcosa di cui io sento profondamente bisogno.


Ecco, penso di aver detto tutto. La mia conclusione quindi è che continuerò per la mia strada. Mi concederò di provare ancora, magari con progetti mirati e cercando di migliorare laddove ho sbagliato.
Ma il salice, l'olmo, la vitalba, il sanguinello, l'ulivo, il nocciolo, la canna, .... rimarranno i sovrani del mio cuore!

Non me ne vogliano gli appassionati del settore. Vi ammiro tantissimo, siete in grado di fare cose straordinarie! Ma non è per me.

Buon lavoro a tutti!!

domenica 15 novembre 2015

Nuove tecniche: il cestino alla francese

Cestino alla francese_ombra

Quando ho terminato il mio cesto ovale vi avevo raccontato che gli avanzi mi erano serviti per realizzare altri cestini più piccoli. Bene, uno di questi è stato anche l'occasione per sperimentare nuove tecniche!
Quanto mi piace imparare cose nuove.... mi ritengo una persona abbastanza testarda, quando vedo una cosa bella voglio subito imparare a farla da me, e non mi arrendo finchè non ci sono riuscita.
Se c'è una cosa che ho imparato da E. è che non esistono cose che non possiamo fare. Magari serve molto allenamento, magari bisogna studiare e faticare, magari ci vuole tempo, ma se davvero una cosa si vuole fare, allora si può.

Io sono tendenzialmente autodidatta. O meglio, mi piace imparare i fondamenti delle discipline da qualcuno di esperto, in modo da non commettere errori grossolani, ma dopo mi appassiono nello sperimentare, cercare, imparare cose nuove, applicare tecniche tradizionali a opere innovative e copiare copiare copiare.

Cestino alla francese

La tecnica che ho sperimentato con questo cestino non so neppure se ha un nome. So solamente che l'ho vista applicare più volte da intrecciatori francesi, per questo l'ho ribattezzata "tecnica alla francese", ma non prendetelo per un dato di fatto. Anzi, se qualche cestaio più esperto di me capitasse di qua mi farebbe un gran piacere se mi desse qualche informazione più "ufficiale".

Comunque il concetto è semplice: stravolgere completamente la base del cesto tradizionale nostrano (formato da una struttura a sole e una tessitura che si avvolge intorno ai raggi) creando invece una successione di rami paralleli tenuti insieme da legature. Meraviglioso!

Cestino alla francese_base


Cestino alla francese_fianco
La cosa più difficile per me è stata capire come attaccare i montanti ad una struttura di base simile. Non so come sia la tecnica originale, ma ho scoperto che allo scopo funziona perfettamente una tecnica che ho imparato dalla cesteria in carta di giornale.
Ecco una immagine che spiega bene come fare. Santo sia Pinterest e chi l'ha inventato!
(il sito dove trovate il tutorial completo non è in italiano, ma le immagini sono chiarissime)


E con un po' di pazienza, anche questo cestino è finito. Piccolo, stortino e sgraziato. Ma che soddisfazione!

Ora rimane il dilemma. Con una dimensione così piccina e una forma tanto strana, che uso trovargli? Beh, come porta tè non è male! Anche se il micio è perplesso...!

Micio e cestino


giovedì 5 novembre 2015

Porta-smartphone di ritagli

Hey folks!
Rieccomi qui, questa volta a mostrarvi un lavoretto di cucito.

Porta-smartphone di ritagli


In verità nelle ultime settimane, per quanto assente dal blog, mi sono data piuttosto da fare e di cosette ne ho fatte! Ma lo sapete anche voi che talvolta se si trova il tempo per creare non si trova quello per scrivere, e così...
Comunque non temete, ho intenzione di mostrarvi tutto, un po' alla volta. Dalle creazioni più serie a quelle più.... giocose!
Andiamo con ordine dunque, e iniziamo dal mio nuovo porta-smartphone.

Voi non immaginate quanto mi sia dispiaciuto, ma dopo anni (pochi!!!) di impeccabile servizio ho dovuto arrendermi all'idea di cambiare il telefono. Vi assicuro che non è stato un bel colpo, è durato troppo poco per i miei standard. Non so voi, ma io non riesco ad far pace con la legge della rapida obsolescenza della tecnologia, è qualcosa che mi urta i nervi. Non solo per i soldi che ci tocca spendere per tenere il passo, ma soprattutto per la montagna di rifiuti così difficili da smaltire che produciamo ogni giorno... e che troppo spesso non siamo consapevoli di produrre.
Che dire? L'unica cosa che posso fare è cercare di farmelo durare il più a lungo possibile.
Di buono c'è che mi affeziono facilmente, e sono già innamorata di quello nuovo!! ;)

Ovviamente va da sé che il telefono nuovo richieda una nuova custodia, perché quella vecchia ormai è troppo piccina.
E così ho finalmente avuto la scusa per mettere mano all'ultimo grande tesoro entrato in casa: un intero campionario di tessuti (firmati!) ricevuti in dono dalla meravigliosa I (grazie grazie grazie!!!!)

Porta-smartphone_Campionario


Quindi ho scelto un paio di colori, e via alla macchina da cucire!
Il procedimento è molto semplice e somiglia in tutto e per tutto a quello che ho già illustrato in questo tutorial, con la sola differenza che la tasca questa volta ha l'apertura sul lato lungo anzichè su quello corto.

Porta smartphone_ritagli assemblati

Ho rifinito i bordi dei miei"strati" con lo zigzag perché non sfilassero. L'ideale sarebbe stato farlo con la tagliacuci, ma non era ancora entrata in casa (ora c'è, ma è solo in affido temporaneo per gentile concessione di M. Comunque nel frattempo ne sto facendo buon uso!!)

Et voilà, ecco pronta la nuova casina per il telefono! Un fiore giallo come un raggio di sole in previsione del cupo inverno.
Mi sono proprio divertita! Vi piace?

Porta smartphone